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80 euro in busta paga dal 27 maggio, le reazioni di chi l'ha ricevuto

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Gratitudine, perplessità e delusione sono i sentimenti esternati in queste ore sui social network da chi ha visto tradursi in una cifra corrispondente, vicina o in alcuni casi ben lontana dagli attesi 80 euro del governo Renzi i soldi promessi.

Bonus Irpef, ecco i destinatari per il 2014

Problemi di interpretazione per molti, convinti che il bonus DL 66/2014 equivalesse alla cifra secca veicolata da tv e rete come restituzione fiscale ai lavoratori con reddito medio-basso ed arma in più della campagna elettorale del Partito Democratico per le europee appena concluse.

“In busta paga oggi ne ho trovati soltanto 12 lamenta su Twitter l’utente @ludovicotes, capofila dell’esercito di amareggiati per una misura meno generosa del previsto, mentre molti altri non nascondono la soddisfazione per aver ricevuto quei preziosi soldi a fine mese, con tanto di ammissione di aver investito alle elezioni sul Pd con la speranza degli 80 euro.

Si va dal laconico ringraziamento al presidente del Consiglio ed ai ministri competenti per aver “mantenuto le promesse all’esplicito outing elettorale per i prossimi appuntamenti con le urne, ma la battaglia a colpi di post e cinguettii tra favorevoli e contrari al provvedimento sembra appena all’inizio.

Non mancano ironie sul voto di scambio usato dal premier come esca per sbaragliare la concorrenza alle urne, o ancora battute al vetriolo sulle esternazioni della candidata Pina Picierno in merito al potere d’acquisto degli italiani: “Lunghe code agli alimentari, tutti a fare la spesa per 2 settimane con 80 euro” attacca @BladeRunner03 sempre via Twitter, seguito a ruota da simpatizzanti del Movimento 5 Stelle e semplici “scettici” che definiscono una “mancia” o una misera “paghetta” l'abbassamento del cuneo fiscale firmato Matteo Renzi.

A livello tecnico, resta poi la grana delle risorse necessarie all’applicazione di una misura strutturale destinata a raggiungere una platea più vasta di beneficiari da qui ai prossimi mesi, con estensione ai pensionati dal 2015 e qualche margine per un’estensione ad altre categorie in un futuro non lontano: si pensa, alla luce dei rilievi fatti in sede tecnica da organismi competenti, di consentire l’erogazione del bonus alle famiglie monoreddito con 3 figli e retribuzione di 26 mila euro annui, sforando il tetto inizialmente previsto per ragioni di equità e giustizia sociale.

Tale integrazione dovrebbe costare allo Stato circa 50 milioni, in aggiunta ai quasi 7 miliardi di euro previsti solo per l’anno 2014 a copertura del taglio dell’Irpef. Toccherà al nuovo governo ed in particolare al “rottamatore” di Palazzo Chigi rispettare fino in fondo i patti sottoscritti con una larga fetta della popolazione italiana, anche in virtù della fiducia accordata in cabina elettorale dal 40% dei votanti al partito di maggioranza dell’esecutivo in carica.

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