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80 euro in busta paga: quando, come e a chi arriveranno?

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Sarà di circa 10 milioni di cittadini la platea dei beneficiari del provvedimento "shock" che a breve, come dichiarato in conferenza stampa dal premier Matteo Renzi, porterà “nelle tasche degli italiani” in media 80 euro in busta paga al mese per ogni lavoratore con reddito inferiore ai 25 mila euro lodi, corrispondenti a 1500 € mensili.

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Il previsto taglio dell’Irpef partirà pertanto tra due mesi ("proprio a ridosso delle elezioni europee", sottolineano maliziosamente alcuni esponenti dell’opposizione) e durerà fino alla fine del 2014, con l’obiettivo dichiarato di dare una scossa all’economia italiana. La diminuzione del prelievo sulle persone fisiche sarà progressiva, in base ad un meccanismo a scalare che vedrà aumentare le buste paga da un minimo di 51 euro ad un massimo di 200 € per tutte le mensilità da maggio a dicembre dell’anno in corso.

Resteranno esclusi dagli effetti delle riduzioni in programma, salvo ritocchi in corso d’opera non esclusi negli ambienti vicini al governo, pensionati ed incapienti, i primi per scelta tecnico-politica e i secondi in quanto già esentati dal pagamento delle tasse in questione. Punto controverso degli interventi di detassazione, il reperimento delle risorse, anche il rebus sembra in parte avviato a risoluzione per via dell’annunciato allargamento delle maglie del rapporto deficit-Pil dal 2,6% ad una percentuale di poco al di sotto del 3% imposto dai vincoli comunitari.

Lo sgravio del 10% sull’Irap e gli sconti sulle bollette dell’energia, contropartita per le imprese in chiave di rilancio del sistema produttivo nazionale, saranno poi coperti dall’aumento dell’imposizione fiscale sulle rendite finanziarie dall’attuale 20% al 26% in linea con gli altri paesi europei, senza tuttavia intaccare minimamente la tassazione sui titoli di Stato come puntualizzato da Renzi durante l’incontro di ieri coi giornalisti.

Per vedere tradotto in concreto questo che per il momento è un semplice atto di indirizzo governativo appena licenziato dal Consiglio dei Ministri, in ogni caso, occorrerà seguire con attenzione da qui alle prossime settimane i lavori parlamentari che dovranno dare, in tempi ragionevoli pena un corto circuito tra annucio ed attuazione delle misure promesse, semaforo verde ai provvedimenti allo studio di Palazzo Chigi.

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