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Come aprire un internet point

I primi internet point sono nati a Londra, intorno alla metà degli anni Novanta, per poi diffondersi rapidamente in tutta Europa, rinnovandosi anche nella formula. Gli internet point, infatti, possono diventare anche un luogo di ritrovo tra amici, aspetto da sfruttare al massimo rendendo confortevole l'ambiente con divanetti, riviste e distributori automatici.


Costi di avviamento

Per iniziare, non servono grossi capitali. Facendo un piccolo investimento, si può avviare un internet point con un paio di computer, dotati di webcam, auricolari, una stampante, scanner, fotocopiatrice e una modesta quantità di materiale da ufficio. Chiaramente, potendo disporre di maggiori capitali, si può ampliare l'offerta dei servizi con la stampa di fotografie dal formato digitale, la vendita di accessori per il computer, e l'invio di fax, tutti elementi che possono contribuire ad accrescere il bacino d'utenza.


Scelta del luogo

E' preferibile aprire un internet point in zone ad alta densità turistica, nelle vicinanze di centri universitari o dov'è presente un maggior numero di abitanti stranieri.


Pratiche burocratiche
  • apertura partita IVA;
  • denuncia inizio attività;
  • licenza per aprire il locale (richiesta tramite apposita modulistica al questore);
  • notifica al Ministero delle comunicazioni che si esercita un’attività prevalentemente basata sulle telecomunicazioni;
  • registrazione e custodia dei dati personali dei clienti (normative antiterrorismo in vigore dal 2005 che obbliga il titolare di un internet point a censire i clienti e tenere traccia dei siti visitati).

Anche se internet ha raggiunto gran parte delle case italiane, aprire un'attività di questo tipo, che richiede un modesto investimento, può dare molte soddisfazioni, anche dal punto di vista economico, sopratutto se si riesce a puntare sulla qualità e sulla varietà dei servizi offerti.


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