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Come diventare medico di base

Il medico di base (o di famiglia, o medico convenzionato per la Medicina generale) è la figura a cui il Servizio Sanitario Nazionale demanda compiti di medicina preventiva individuale e familiare. Scelto da ogni singolo cittadino tramite le Asl, effettua visite ambulatoriali e - quando necessario - domiciliari; prescrive farmaci, esami e visite specialistiche; effettua vaccinazioni e richieste di ricovero; rilascia certificazioni di vario tipo (di malattia, per l'ammissione alle scuole dell'obbligo, per lo svolgimento delle attività sportive non agonistiche, ai fini assicurativi etc); spiega e diffonde l'importanza della prevenzione. Come diventare medico di base? Contrariamente a quanto si possa pensare, il cammino non è breve; occorrono tempo, impegno e passione.

L'iter formativo

Il medico di base conosce nei minimi particolari lo stato di salute dei propri pazienti. Certamente non può intervenire nei casi particolari, dovendo invece indirizzare a colleghi specializzati in questa o quella branca della medicina; tuttavia è un irrinunciabile punto di riferimento. Spesso non interviene soltanto a livello fisico, ma anche a livello psicologico: sia la storia clinica che i punti deboli (e di forza) dell'interlocutore, per lui, non dovrebbero avere segreti. Vediamo, adesso, come diventare medico di base. Fino al 1999 occorreva soltanto - 'soltanto' per modo di dire - la laurea in Medicina e Chirurgia, il superamento dell'esame di Stato e l'iscrizione all'Ordine dei Medici; l'entrata in vigore del decreto legislativo 17 agosto 1999/368 ha reso necessaria anche la frequenza di un corso triennale per il conseguimento del diploma di formazione specifica in Medicina generale attivato dalle Regioni, cui si accede tramite concorso organizzato dal Ministero della Salute. Terminato l'iter formativo, bisogna fare domanda d'inserimento nelle liste regionali delle Asl ed entrare quindi nelle graduatorie: è la parte più difficile, poiché quest'ultime si basano anche sulle specializzazioni ottenute e sugli anni di lavoro prestati presso altri servizi. Ciò significa che i medici alle prime armi hanno scarse possibilità di essere inseriti. Per diventare medico di base, dunque, la gavetta è un passo che non si può saltare. Bisogna farsi le ossa, totalizzare più esperienze possibili sul campo - turni provvisori di guardia medica, sostituzioni e via dicendo - e a livello teorico, studiando a più non posso e non smettendo mai di aggiornarsi.

Parola d'ordine: gavetta

La gavetta è dunque un passo che non si può saltare. Bisogna farsi le ossa, totalizzare più esperienze possibili sul campo - turni provvisori di guardia medica, sostituzioni e via dicendo - e a livello teorico, studiando a più non posso e non smettendo mai di aggiornarsi. A dimostrazione di ciò, i medici di famiglia under 40 sono pochissimi, mentre la maggior parte si trovano nella fascia d'età compresa fra i 45 e i 60 anni. Ma chi la dura, la vince: meglio non dimenticarlo. E, una volta arrivati alla meta (il primo passo, appunto, è sapere come diventare medico di base), si può anche guardare con tranquillità al futuro.

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