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Concorso scuola pubblica: situazione attuale e novità

E' ormai dal 1999 che il Ministero dell'Istruzione non bandisce un concorso per la scuola pubblica. 13 anni di silenzio che hanno causato un 'ingorgo' che coinvolge oltre 300 mila persone. In attesa di sapere se e in che termini verrà aperto un nuovo bando di selezione, per chi è interessato a intraprendere la strada dell'insegnamento ecco un breve vademecum sull'attuale stato delle cose e sul sistema di reclutamento vigente.

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La riforma Gelmini: tutto quello che c'è da sapere

La riforma Gelmini privilegia una formazione sul campo più ricca di contenuti tecnici e liguistici e punta a una riduzione del numero di nuovi docenti per porre fine al precariato. I suoi punti chiave sono:

  • Tirocinio Formativo Attivo (TFA) della durata di un anno "per legare teoria a pratica";
  • accesso limitato alla professione in base alla necessità;
  • lauree specifiche per ogni classe di abilitazione, migliore conoscenza dell'inglese (accertata con certificazione B2) e delle nuove tecnologie.

Tali modifiche determinano di fatto la chiusura della SSIS e la loro sostituzione con il Tirocinio Formativo Attivo e demandano agli Uffici Scolastici Regionali l'organizzazione di questi ultimi e l'aggiornamento degli albi delle istituzioni scolastiche accreditate a ospitarli in base a specifici criteri stabiliti dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur).

Nello specifico, per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sono requisiti necessari:

  • laurea quinquennale, a numero chiuso con test di ingresso, per conseguire l’abilitazione per la scuola primaria e dell’infanzia;
  • TFA annuale e laboratorio di inglese e nuove tecnologie;
  • formazione specifica sulla disabilità.

Parimenti, per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono requisiti necessari:

  • laurea magistrale;
  • TFA annuale con 475 ore di frequenza attiva a scuola (di cui almeno 75 dedicate alla disabilità).

Il bando di concorso pubblico per il TFA è bandito dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (per informazioni istruzione.it, Istruzione, Personale Scuola) e si articola in tre step successivi:

  • test preliminare - predisposto dal Miur e uguale a livello nazionale. Tale prova prevede 60 quiz a risposta chiusa, di cui 10 sulle competenze linguistiche e 50 su quelle relative alla classe di abilitazione. Per superarlo è necessario totalizzare un punteggio di 21/30;
  • prova scritta - predisposta dalle singole Università. Detto test, volto ad accertare le competenze della classe di abilitazione per cui si concorre, esamina conoscenze disciplinari, capacità di analisi, interpretazione e argomentazione, corretto uso della lingua italiana;
  • prova orale - attinente la specifica classe di abilitazione.

Il superamento del concorso della scuola pubblica per il TFA e la conclusione positiva di quest'ultimo dà diritto all'abilitazione e all'inclusione degli insegnanti in II fascia, in posizione utile per partecipare al concorso per entrare in ruolo.

Il concorso per diventare insegnante di ruolo

Con la riforma Gelmini, per diventare insegnante di ruolo è necessario per prima cosa concludere positivamente il TFA e quindi partecipare al concorso per la scuola pubblica bandito con cadenza triennale dal Miur. L'entrata in ruolo è garantita al 50% dei posti stimati dal fabbisogno formativo, mentre l'altro 50% è riservato agli insegnanti presenti nelle cosiddette Graduatorie ad Esaurimento (GAE). Una nuova eventuale riforma del sistema prevederebbe un maxi-concorso (aperto agli attuali 300 mila aspiranti docenti) per superare il sistema bloccato delle GAE e immettere nelle scuola oltre 244 mila precari.

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