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Contratto a progetto: focus sui contributi

Il contratto a progetto è una delle tipologie di contratto vigenti oggi nel nostro paese. Esistente dal 2003, va ad integrare di fatto il contratto co.co.co (collaborazione coordinata e continuativa). Vediamo alcune caratteristiche del cosiddetto contratto a progetto e dei contributi che i lavoratori con questa tipologia di contratto sono tenuti a versare.

Contributi per contratti a progetto

Il contratto a progetto è un tipo di contratto che viene stipulato in modo privato tra il datore di lavoro ed il dipendente, o i dipendenti. Rispetto alle altre tipologie di contratto, il co.pro, come viene chiamato, mostra alcune caratteristiche che rendono il lavoratore in condizioni di precarietà, quali la mancanza di un contratto a livello nazionale che prenda in considerazione questa categoria. Altre caratteristiche tipiche di questo particolare contratto sono:

  • la presenza di un progetto come elemento costitutivo e caratterizzante del contratto
  • l'autonomia da parte del lavoratore nella gestione del progetto, al fine del raggiungimento del risultato
  • la determinazione, o la determinabilità della durata del contratto di lavoro, che deve coincidere con la tempistica stabilita per la realizzazione del progetto

Per quanto concerne invece la situazione dei lavoratori con contratto a progetto sul tema contributi, questa è del tutto simile a quella degli altri lavoratori dipendenti o autonomi, in quanto anch'essi sono tenuti a versare una quota ad una cassa mutua di categoria, come viene chiamata. Tale quota viene versata almeno in parte mediante il datore di lavoro stesso, e consiste in circa il 67% della contribuzione ordinaria INPS. Di questa cifra, circa un 33% risulta a carico del lavoratore, mentre il resto è a carico del datore di lavoro.

Co.pro. e contributi

In conclusione, la situazione dei lavoratori con contratto a progetto sui contributi è chiara: essi devono versare il contributo INPS come tutti gli altri lavoratori dipendenti o autonomi per circa 2/3, dei quali 1/3 risulta essere a carico del lavoratore stesso ed i restanti 2/3 sono a carico del datore di lavoro.

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