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Breve guida agli ammortizzatori sociali

Ogni volta che si apre un periodo di crisi, una delle espressioni usata più di frequente nei telegiornali e sulla carta stampata è 'ammortizzatori sociali'. Si discute se siano adeguati, se non possano essere modificati e li si invoca come una specie di panacea universale, capace se non di risolvere i problemi del mercato del lavoro e della società, almeno di renderli più facilmente gestibili. Ma che cosa sono, per l'esattezza, gli ammortizzatori sociali? Ecco una breve guida ai più comuni.

Ammortizzatori sociali: una panoramica

Tradizionalmente, con la definizione 'ammortizzatori sociali' si intende un complesso e articolato sistema di tutela della persona e del reddito a disposizione di quei lavoratori che hanno perso il posto o si trovano in una situazione di transizione che potrebbe evolvere in tal senso. In definitiva, dunque, gli ammortizzatori sociali mirano a garantire un sostegno economico che consenta alla persona di mantenersi e, nel caso di perdita del lavoro, di cercare una nuova occupazione, agevolando anche la sua assunzione con una serie di vantaggi per le aziende che dovessero decidere di inserirla nel proprio organico. I principali ammortizzatori sociali comunemente in uso sono:

Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria

Istituita con il D. Lgs. Luogotenenziale n°788 del 1945, la CIGO è un sussidio economico riconosciuto dall'INPS a quei lavoratori che si vengono a trovare in precarie condizioni economiche a causa della riduzione o della sospensione dell'attività dell'azienda a seguito di eventi temporanei e transitori che non dipendono nè dall'azienda nè dai lavoratori (per esempio la mancanza di ordini e/o commesse). Lo scopo è di sollevare l'azienda stessa dall'onere economico della manodopera temporaneamente inutilizzata e, allo stesso tempo, di non perdere detta manodopera, che può ridiventare subito operativa una volta superato il periodo di stasi. La CIGO spetta alle aziende e ai lavoratori del settore industriale non edile e del settore industriale e artigiano dell’edilizia ed è corrisposta per 13 settimane, con proroghe fino a 12 o 24 mesi.

Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria

La CIGS nasce anch'essa con il decreto del 1945 e differisce dall'ordinaria perché è applicata "quando l’azienda subisce processi di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione, crisi aziendale o sia assoggettata a procedure concorsuali". Spetta a precise categorie di aziende e lavoratori (per il dettaglio delle quali si rimanda al sito inps.it) ed è corrisposta per 12 mesi in caso di crisi aziendale, 18 in caso di procedure esecutive concorsuali e 24 in caso di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale.

Cassa Integrazione in Deroga

La CIG in deroga è un particolare intervento di integrazione salariale riservato alle aziende e ai lavoratori che non rientrano nella tipologia della CIGO e della CIGS. Nello specifico, spetta "a tutti i lavoratori subordinati, compresi apprendisti, lavoratori con contratto di somministrazione e lavoranti a domicilio, dipendenti da aziende che operino in determinati settori produttivi o specifiche aree regionali, individuate in specifici accordi governativi". La CIG in deroga, infatti, è gestita dalla Regione dove si trova l'azienda, che per fruirne deve inoltrare apposita domanda alla Regione stessa entro 20 giorni dalla sospensione della attività. La durata della CIG in deroga è variabile e dipende dagli accordi territoriali o dai provvedimenti di concessione vigenti.

Mobilità

La mobilità è allo stesso tempo uno sussidio economico e un incentivo assunzionale, infatti prevede un sostegno al reddito e conferisce al lavoratore uno status speciale che consente alle aziende che decidono di assumerlo di beneficiare di considerevoli sgravi contributivi. La mobilità è riconosciuta a lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, in seguito a licenziamento per esaurimento della CIGS, riduzione di personale, trasformazione dell’attività aziendale, ristrutturazione dell’azienda e/o cessazione dell'attività. Diversamente, la mobilità 236/93 è accordata anche a lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti, ma non prevede il sussidio, mentre la mobilità in deroga è concessa a lavoratori licenziati da aziende non destinatarie della normativa sulla mobilità, qualora sussistano specifici requisiti, per il dettaglio dei quali si rimanda al sito inps.it.

Disoccupazione

La disoccupazione è un sostegno al reddito erogato dall'INPS a specifiche categorie di lavoratori, in base alle quali è distinta in disoccupazione ordinaria, disoccupazione agricola e disoccupazione con requisiti ridotti. Per maggiori dettagli sulle caratteristiche degli aventi diritto e sulle modalità di richiesta si invita a consultare il sito inps.it alla sezione Prestazioni a Sostegno del Reddito.

Progetti e Programmi di incentivazione al reinserimento o inserimento lavorativo

Oltre ai suddetti ammortizzatori sociali, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali "realizza progetti e interventi finalizzati alla ricollocazione nel mercato del lavoro di cittadini in situazione di disagio lavorativo, in particolare quelli destinatari di ammortizzatori sociali o di sussidi legati allo stato di disoccupazione ed inoccupazione". Detti progetti e interventi sono attuati con la collaborazione di soggetti pubblici e privati, nazionali e locali, in base a una pianificazione di lungo e medio periodo. Per conoscere nel dettaglio tutta l'offerta della Direzione Generale per gli Ammortizzatori Sociali e Incentivi all’Occupazione si invita a visitare il sito lavoro.gov.it, nella sezione Ammortizzatori Sociali, Progetti e Programmi di incentivazione al reinserimento o inserimento lavorativo.

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