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Appredistato: sì alla disoccupazione con la riforma Fornero

Fino all'approvazione della Legge n°2 del 28 gennaio 2009, per l'appredistato la disoccupazione in caso di licenziamento o sospensione non era prevista. Successivamente a questa normativa, ai lavoratori 'uscenti' da detto contratto è stata accordata la possibilità di percepire il sussidio a regime ridotto, mentre ora, con la riforma del lavoro 2012, avranno diritto anche loro all'Aspi, il nuovo ammortizzatore deciso da Elsa Fornero. Ecco un focus sulla situazione.

Disoccupazione e apprendisti: come funziona

Fino al 2008, per chi era licenziato o sospeso da un contratto di appredistato la disoccupazione non era prevista, in quanto i datori di lavoro non avevano l'obbligo di versare il relativo contributo. Il Decreto Legge n°185 del 29 novembre 2008, convertito successivamente nella Legge 2/2009, ha cambiato questo stato di cose, introducendo per gli apprendisti 'uscenti' il diritto alla DS con requisiti ridotti alla seguenti condizioni:

  • tre mesi (90 giorni) di servizio presso l'azienda responsabile della sospensione o del licenziamento;
  • possesso della qualifica di apprendista alla data di entrata in vigore del Decreto Legge n° 185 (29 novembre 2008);
  • integrazione del sussidio da parte degli Enti bilaterali firmatari della convenzione.

La nuova normativa, applicata in via sperimentale nel triennio 2009-2011 e poi estesa anche al 2012, riguarda apprendisti licenziati o sospesi per crisi aziendale dovuta a contrazione del mercato, mancanza di lavoro e/o materie prime, eventi improvvisi (incendio, calamità naturali...), sospensioni o contrazioni dell'attività lavorativa, pagamenti in ritardo, e consiste in un sussidio erogato per "90 giorni massimi, frazionabili, durante l'intero periodo del contratto di apprendista".

Come per la disoccupazione ordinaria, il pagamento cessa quando l'apprendista ha percepito tutte le giornate, inizia un nuovo lavoro (anche in proprio), "vengono meno le condizioni di cui alla dichiarazione di immediata disponibilità ai fini della concessione della prestazione", percepisce la pensione, rifiuta un'offerta di lavoro adeguata o di partecipare a un percorso di riqualificazione, oppure vi partecipa ma con numerose assenze ingiustificate.

La nuova Aspi per gli apprendisti

Con la riforma Fornero, per chi viene licenziato o sospeso da un contratto di appredistato la disoccupazione prende la forma dell'Aspi. A decorrere dal 1° gennaio 2013, l'Assicurazione sociale per l’impiego sarà infatti estesa anche ad apprendisti, artisti e dipendenti a termine della pubblica amministrazione con almeno 2 anni di anzianità assicurativa e 52 settimane di contributi versati nell'ultimo biennio.

L'Articolo 2, comma 25, della Legge 28 giugno 2012 n° 92 ha infatti introdotto l'obbligo a carico del datore di lavoro del versamento del contributo di finanziamento dell'ASPI, pari all' 1.31%. Per detta aliquota non vale lo sgravio del 100% dei contributi per le aziende fino a 9 dipendenti, mentre non ci sono effetti sulle altre disposizioni agevolative, pertanto il contributo ridotto a carico del datore di lavoro resta pari al 10%.

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