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Apprendistato a 15 anni: normativa e opportunità

Tra le novità introdotte dal Disegno di Legge su lavori usuranti, apprendistato e controversie di lavoro - approvato nel 2010 - è presente anche un provvedimento che prevede la possibilità per i giovani di entrare in azienda con contratto di apprendistato a 15 anni di età, assolvendo all'ultimo anno di obbligo di istruzione con il lavoro, anziché con la frequenza di una scuola o di un corso professionale. Ecco allora una breve guida per conoscere la storia che ha portato all'attuale normativa e sfruttare al meglio le opportunità che essa offre.

Apprendistato e istruzione: la storia infinita

L'apprendistato a 15 anni rientra nel Decreto Legislativo di attuazione della Legge Biagi - "possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, i giovani e gli adolescenti che abbiano compiuto quindici anni" - e la possibilità di metterlo in pratica è subordinata a un preventivo accordo "necessario" tra "Regioni, Ministero del Lavoro e Ministero dell'Istruzione, sentite le parti sociali".

Un'organizzazione definitiva della materia arrivata dopo un lungo 'fai e disfa' da parte dei governi che si sono succeduti nel corso del tempo. A partire dagli anni '70 e fino al 1997, infatti, l'obbligo scolastico valeva fino al conseguimento della licenza media oppure al compimento dei 14 anni. Nel 1997 è Luigi Berlinguer a spostare l'asticella verso l'alto, stabilendo come nuovo limite i 16 anni, ma la sua modifica è riportata al punto di partenza da Letizia Moratti, che abroga la riforma del suo predecessore nel 2003, lo stesso anno della Legge Biagi e del suo decreto attuativo.

Sembrerebbe la quadratura del cerchio, ma nel 2007 a scompaginare le carte ancora una volta ci pensa Giuseppe Fioroni (secondo governo Prodi), ristabilendo la riforma Berlinguer, che nel 2008 è resa più flessibile da Mariastella Gelmini, che allarga il campo dei possibili percorsi di formazione tramite cui assolvere all'obbligo di istruzione a tutte le tipologie di corsi professionali.

Bisogna dunque attendere la Legge su lavori usuranti, apprendistato e controversie di lavoro del 2010, per arrivare all'attuale normativa, che di fatto stabilisce che i giovani a partire da 15 anni di età possono scegliere di assolvere all'ultimo anno di diritto-dovere di istruzione e formazione attraverso l'apprendistato, entrando in azienda, oppure frequentando una scuola o un corso professionale.

Apprendistato a 15 anni: pro e contro e l'esperimento del Piemonte

L'approvazione nel 2010 della Legge su lavori usuranti, apprendistato e controversie di lavoro non è stata esente da critiche. Per i detrattori, infatti, è un modo per acuire il divario tra le classi, favorendo quelle agiate e le famiglie che possono permettersi di mantenere i figli agli studi, mentre per i sostenitori è una grande opportunità per dare ai giovani reali prospettive occupazionali, a fronte di un mercato saturo di 'dottori' e incapace invece di soddisfare la domanda sempre crescente di manodopera qualificata.

Una questione aperta, che non ha comunque impedito al Piemonte di varare, primo in Italia, un progetto sperimentale che coinvolge alcune delle principali aziende del territorio, tra cui Iveco e Bosch: ciascuna realtà partecipante all'iniziativa è infatti chiamata ad assumere in apprendistato giovani da 15 a 25 anni di età, attraverso un programma che prevede il coinvolgimento di 1000 ragazzi e una scelta di 100 corsi. Presentato in Regione il 7 maggio 2012, il progetto ha avuto la 'benedizione' del presidente Roberto Cota, dell'assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto e del ministro del Lavoro Elsa Fornero, oltre che di Cgil, Cisl, Uil, Unione Industriale, Rete Impresa Italia e Politecnico.

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