Apprendistato: stop al vincolo di assunzione

Identificato dalla riforma Fornero-Monti come la strada privilegiata per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, il contratto di apprendistato è stato oggetto di alcune importanti modifiche, volte a incentivare il suo uso da parte delle aziende e a combattere il problema della disoccupazione. In particolare, per favorire l'impiego delle 'nuove leve' è stato rivisto per l'apprendistato il cosiddetto vincolo di assunzione. Ecco allora come stanno le cose.

Vincoli diversi in base alle dimensioni aziendali

Già la cosiddetta Legge di Stabilità 12 novembre 2011 n. 183 parla dell'apprendistato come di un "contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani" e la riforma del lavoro 2012 punta a rafforzare questa sua peculiarità. Oltre allo sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni (che diventa del 10% per i successivi) per le aziende con massimo 9 dipendenti che decidono di utilizzare questa formula nel periodo di tempo compreso tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2016, l'ultima e definitiva versione della nuova normativa cancella per l'apprendistato il vincolo di assunzione, che era invece previsto nella prima stesura e stabiliva: "l'assunzione dei nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dello stesso datore di lavoro".

Con il nuovo testo, invece, le imprese che occupano alle proprie dipendenze un numero di lavoratori superiore a 10 unità possono assumere un apprendista anche se non adempiono al vincolo del 50% o, nel caso più estremo, non hanno confermato a tempo indeterminato e inserito nello staff nessuno degli apprendisti precedentemente impiegati, provvedendo tuttavia a fornire ai giovani lavoratori una 'certificazione' delle competenze da loro acquisite da poter spendere altrove. Il limite permane per le aziende con meno di 10 dipendenti e ai fini del computo della percentuale sono esclusi i contratti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

Per quanto riguarda infine il numero complessivo di apprendisti che possono essere assunti da un'azienda, questo è dato dal rapporto tra lavoratori in formazione e specializzati, e non può superare il 100% nelle aziende con meno di 10 dipendenti e la proporzione di 3 a 2 in tutte le altre.

Sgravi: contributi bloccati per un cavillo burocratico

Con la cancellazione per l'apprendistato del vincolo di assunzione, in ultima istanza il Governo vuole incentivare le aziende ad assumere e contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile. Tuttavia, questo obiettivo rischia di essere vanificato da un cavillo burocratico. L'Inps non sta infatti applicando la Legge di stabilità 2012 per quanto riguarda gli sgravi per le piccole aziende - che dunque continuano a versare le vecchie quote, ovvero l'1.5% il primo anno, il 3% il secondo e il 10% il terzo - perché si configura come aiuto di Stato e come tale necessita dell'approvazione dell’Unione Europea. Un gap al quale l'esecutivo deve porre al più presto rimedio, per la credibilità dell'intera riforma del lavoro 2012.

lavoro.excite.it fa parte del Canale Blogo Economia & Lavoro - Excite Network Copyright ©1995 - 2014