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Aprire uno stabilimento balneare: ecco come

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Se tornati dalle vacanze dopo aver fatto un rapido conto delle spese per affittare sdraio, lettino e ombrellone siete stati accarezzati dall'idea di buttarvi nel business degli stabilimenti balneari, scoprite qui quali sono i primi passi da fare per aggiudicarvi - letteralmente - un posto al sole.


Storia e identikit dello stabilimento balneare
Secondo quanto riportato da numerosi documenti storici, il turismo balneare era diffuso già ai tempi dei greci e dei romani. Questi ultimi in particolare amavano trascorrere il loro tempo libero presso gli stabilimenti termali in prossimità di cittadine e paesi che oggi sono rinomate località di villeggiatura. Una passione, quella per il sole e il mare, che si è tramandata di popolo in popolo e di generazione in generazione, fino a diventare una moda da ricchi all'inizio del '900 e a trasformarsi in boom a metà del secolo scorso, quando i primi segni della rivoluzione culturale e sessuale che sarebbe venuta negli anni '60 hanno iniziato a sdoganare la tintarella e un abbigliamento sempre più succinto. Di pari passo con l'evoluzione dei costumi, anche gli stabilimenti balneari sono cambiati nel tempo, trasformandosi da semplici spiagge attezzate con ombrelloni e sdraio in vere e proprie attività commerciali dove è possibile bere, mangiare, praticare sport, usufruire di servizi per la salute e il benessere, partecipare all'animazione organizzata e - ovviamente - prendere il sole. Con tutti i comfort, of course.


La concessione demaniale: il nodo cruciale
Il nodo cruciale per aprire uno stabilimento balneare è rappresentato dalla concessione demaniale. Se volete lanciarvi in questo business infatti dovete fare richiesta al comune di riferimento per avere in concessione per un determinato numero di anni uno specifico tratto di spiaggia dove far sorgere il vostro 'bagno'. Solitamente l'assegnazione dei lotti balneari è effettuata tramite concorso bandito dall'Ente del Demanio Marittimo, che gestisce "le aree di proprietà statale prospicienti il mare (litorale, spiagge, porti, etc.) e lo stesso mare fino a 12 miglia dalla costa". Per informazioni sui diversi bandi è possibile consultare i siti dei comuni di interesse alla sezione 'demanio marittimo'. Tenete presente però che i concorsi per l'affidamento di nuove concessioni sono rari e che una recente proroga ha spostato la scadenza delle concessioni in essere al 2015. Tuttavia esiste una strada alternativa: subentrare a un gestore che decide di lasciare l'attività. In questo caso potete aprire il vostro stabilimento semplicemente 'comprando' la concessione per gli anni restanti (ma attenzione: la spiaggia resta di proprietà del comune, voi acquistate solo il diritto di gestirla per un tot di anni!) e 'volturandola' a vostro nome. Per maggiori informazioni consultate la sezione 'demanio marittimo' del sito del comune di competenza alla voce 'subingresso'.


Requisiti richiesti per aprire uno stabilimento balneare
In base a quanto stabilito dal Regio Decreto n. 773 del 18 giugno 1931, se volete aprire uno stabilimento balneare dovete avere una specifica autorizzazione prevista dall’art.86 del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza - oggi sostituita dalle dichiarazioni di inizio di attività - che attesti che possedete i requisiti igienico-sanitari per preparare e somministrare alimenti e bevande e quelli morali per garantire l'ordine pubblico, che siete titolari di un contratto per l’occupazione di aree del demanio marittimo statale e che i vostri impianti rispondono a predeterminati parametri per la sicurezza statica e l'incolumità del pubblico e per la tutela dell’ambiente dagli scarichi in acqua.


Documentazione e burocrazia: cose da sapere
Per avviare materialmente un'attività balneare i documenti da presentare sono i seguenti:

  • titolarità di concessione demaniale marittima (c/o Comune);
  • titolarità di 'Autorizzazione Unica Ambientale' (c/o Comune);
  • denuncia di inizio di attività (c/o ASL);
  • dichiarazione di inizio di attività (c/o Servizio Attività Produttive del Comune);
  • comunicazione unica per l'attribuzione della partita iva e l'iscrizione al Registro Imprese (c/o Camera di Commercio);
  • presentazione della SCIA per l'autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande (c/o Comune);
  • titolarità di corso di formazione professionale (c/o Comune).

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