Arbitro di calcio? Ecco come diventarlo

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E' un protagonista indiscusso del calcio - e di quello italiano in particolare - ma di sicuro non può essere considerato un beniamino del pubblico. Di chi stiamo parlando? Dell'arbitro, colui che con una conduzione di gara impeccabile o segnata da qualche svista può determinare in positivo o in negativo l'esito di una partita. Se i luoghi comuni sulla categoria non vi fanno paura, scoprite come farne parte.


Identikit dell'arbitro di calcio
L'arbitro è il responsabile del corretto svolgimento di una partita di calcio. In questo ruolo ha il dovere di verificare il rispetto dei requisiti richiesti per campo, porte e palloni, di dirigere il gioco - secondo quanto previsto dal regolamento ufficiale della FIGC, della FIFA e dell'IFAB - sanzionando falli e scorrettezze e attribuendo punizioni e penalty, e di evitare l'ingresso in campo a tifosi e/o a personale non autorizzato. Nel suo lavoro è coadiuvato da tre assistenti: due guardalinee e il cosiddetto 'quarto uomo'. Tutti gli arbitri (di qualunque categoria) sono professionisti tesserati che esercitano la loro attività in subordine alla frequentazione di un corso e al superamento di uno specifico esame.


Requisiti per diventare arbitro
Per potersi iscrivere al corso propedeutico all'esame che permette di essere tesserati come arbitri, è necessario possedere i requisiti anagrafici, di studio, legali e fisici elencati qui di seguito:

  • cittadinanza italiana;
  • età compresa tra 16 e 35 anni (al momento dell'iscrizione al corso);
  • diploma di scuola superiore;
  • irreprensibile condotta civile e sportiva (assenza di carichi pendenti)
  • certificato di idoneità alla pratica sportiva generica e dichiarazione di attitudine specifica (quest'ultima rilasciata dalla commissione medica arbitrale).


Corso ed esame per diventare arbitro di calcio
Per diventare arbitro di calcio è necessario seguire uno dei corsi - di durata variabile, ma solitamente non superiore a 2/3 mesi - organizzati da una delle sezioni AIA (Associazione Italiana Arbitri) dislocate su tutto il territorio nazionale. Solitamente dette sedi sono presenti a livello regionale, provinciale o dove raccolgono un numero di iscritti pari almeno a 40 (per maggiori informazioni e conoscere quella più vicina al proprio domicilio si consiglia di consultare il sito aia-figc.it.). Al termine del corso l'aspirante arbitro deve sostenere un esame teorico e pratico. La parte attiva di solito prova lo scatto (40 m) e la resistenza (test di Cooper e Yo-Yo Test). Se il risultato è positivo, si diventa a tutti gli effetti tesserati FIGC e bisogna rispettare il regolamento da essa stabilito, che prevede un numero minimo di partite durante ogni stagione calcistica e vieta di essere assenti ingiustificati per più di quattro volte alle riunioni tecniche della sezione di appartenenza (solitamente ogni 15 giorni). La mancata osservanza di queste disposizioni può portare a provvedimenti di varia entità, il più grave dei quali è il ritiro della tessera (che corrisponde alla radiazione).


La carriera dell'arbitro di calcio
Una volta arbitri, non si può pensare di essere mandati immediatamente a seguire le gare più importanti. Al contrario, la strada è lunga e faticosa. Le promozioni avvengono da categoria a categoria (senza salti) e sono determinate dalle valutazioni degli osservatori, ex arbitri promossi a commissari valutatori. In ogni caso, l'esordio di solito avviene nelle gare dei Giovanissimi o degli Esordienti e - se si è bravi e motivati - prima di approdare alla serie maggiore (e alle competizioni internazionali) sono necessari almeno 10 anni di esperienza.

Andrea Santo Scodeggio

Non è vero che serve un diploma per diventare arbitro. Io sono arbitro e non ho un diploma. Poi se fosse così, un ragazzino di 15-16 anni come farebbe ad avere un diploma ?!

2013-09-08 13:12:19

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