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Autoimpiegarsi con Invitalia

In tempi di crisi economica è sempre più difficile trovare il lavoro giusto per se stessi e cresce al contempo il desiderio di autoimpiego. I giovani possono ricorrere a diversi bandi europei, nazionali e regionali per ottenere fondi a tasso perduto o agevolato per le loro start-up, così come possono ricorrere a Invitalia.

La legge di riferimento per l'Autoimpiego è il D.L. 185/2000 – Titolo II e costituisce il principale strumento di sostegno alla realizzazione e all'avvio di piccole attività imprenditoriali da parte di disoccupati o inoccupati. In Italia le microimprese ammontano già al 95% di tutte le imprese ed occupano il 47% del totale occupazione privata non agricola, facendo sì che il nostro paese ne detenga il record per densità in Europa. Tornando alla legge, essa prevede la concessione di agevolazioni finanziarie e di servizi di assistenza tecnica per tre tipologie di iniziative: lavoro autonomo, microimpresa e franchising. Ad occuparsi della sua gestione è Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione di investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA, già Sviluppo Italia.

Dal 2003 al 2010 il Decreto ha consentito la nascita di 61.732 nuove attività (su 116.704 domande complessivamente presentate) su tutto il territorio nazionale, di queste 9.679 attengono al settore dei beni culturali e del turismo, pari al 15,7% del totale. Nella sola regione Puglia le imprese nate grazie agli incentivi di Invitalia sono oltre 12.882 e di queste oltre 2.000 sono attività imprenditoriali connesse al settore dei beni culturali e del turismo. Queste attività, ad oggi, hanno creato 5.167 nuovi posti di lavoro.

(foto © freedigitalphotos.net)

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