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Lavorare come baby sitter con impiego a Palermo in Sicilia: scopri come

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Lavorare come baby sitter con un impiego fisso a Palermo, in Sicilia, può essere una soluzione vantaggiosa non solo per quelle persone, donne soprattutto, che utilizzano questo tipo di lavoro “a tempo” per arrotondare o per pagarsi gli studi, ma anche per chi intenda ricoprire questo ruolo in modo diverso.

Anche a Palermo infatti, città dinamica e popolosa, nonostante sia il capoluogo di una regione con problemi occupazionali, è possibile trovare un impiego da baby sitter e ottenerlo con tutte le garanzie lavorative previste dalle istituzioni. Non molti sanno infatti, che questo tipo di lavoro rientra nella categoria dei lavoratori domestici, prevista dall’Inps nei seguenti termini: “come coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro” (si veda il sito dell'Inps, molto dettagliato). Ne fanno parte anche colf, assistenti per anziani (le cosiddette “badanti”), custodi e giardinieri. Ma se per queste ultime categorie è stata prevista un’opera di informazione adeguata, tale per cui un datore di lavoro debba essere invogliato “a mettere a posto” un eventuale dipendente, non lo stesso si può dire per il lavoro di baby sitter. Ad oggi, considerata la diffusione di questo tipo di impiego, è necessario che si tengano in considerazione oneri e vantaggi validi per entrambi i soggetti: il datore di lavoro e il lavoratore

Datore di lavoro.

Chi assume, grazie anche al decreto di semplificazione del 2009 che pone l’Inps come unico interlocutore per il datore di lavoro, ha come obblighi fondamentali quelli elementari riguardanti l’ambito delle assunzioni ai livelli base. Pagare i contributi, provvedere alla tredicesima (corrispondente ad un dodicesimo dello stipendio annuo), un preavviso variabile dagli 8 ai 30 giorni in caso di cessazione del rapporto di lavoro (e dipendente dalle ore di impiego), e una liquidazione. In compenso però, dispone di non pochi vantaggi, i quali gli verrebbero preclusi nel caso di assunzione “in nero”. Potrà evitare sanzioni amministrative e civili, chiedere di ottenere particolari agevolazioni in materia di tasse e una maggiore tutela in caso di controversie, per giunta dimostrabile in ogni momento.

Baby sitter.

Dal canto proprio, chi intraprende a tempo pieno e in modo regolare questo tipo di lavoro, ha pochi oneri e molti vantaggi. Una carta di identità, il codice fiscale e la tessera sanitaria Asl, sono le uniche documentazioni basilari per proporsi. Una volta comunicato la propria assunzione al Centro per l’impiego della propria città, o all’Inps direttamente, il dipendente baby sitter potrà godere di numerose prestazioni assicurative e pensionistiche, varie indennità (maternità e disoccupazione), oltre a tredicesima e liquidazione in caso di licenziamento. Infine, si ha pieno diritto anche a 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno di lavoro.

A conti fatti dunque, anche chi intenda lavorare come baby sitter con un impiego fisso a Palermo, in Sicilia, può farlo in modo regolare, con le dovute garanzie istituzionali. Oltre a ciò, per un mestiere del genere la cosa principale resta sempre una: la buona impressione che si ottiene al cospetto della famiglia che dà lavoro.

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