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Baratto amministrativo, per pagare le tasse arretrate si potrà lavorare: al via il progetto a Milano

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Sarà Milano la prima grande città italiana a lanciare su larga scala lo strumento del baratto amministrativo, già adottato da tempo in alcuni piccoli comuni prevalentemente del Centronord, che consentirà ai contribuenti “morosi” di saldare i debiti con l’ente locale svolgendo un lavoro di pubblica utilità come la manutenzione di strade, edifici e aree verdi.

Lavoro in cambio dell'estinzione delle tasse: cos'è il baratto amministrativo

L’obiettivo dell’amministrazione Pisapia, impegnata nel lancio sotto forma di sperimentazione del progetto innovativo di compensazione delle tasse comunali a beneficio dei cittadini in condizioni di disagio economico, è di evitare lungaggini burocratiche nella riscossione di tributi offrendo un’ancora di salvataggio a famiglie in difficoltà.

Dal punto di vista tecnico, occorrerà stabilire (come precisato dal vicesindaco di Milano Francesca Balzani in sede di presentazione dell’iniziativa) la proporzione tra ore di lavoro richieste al debitore e tipo di tributo da estinguere, mentre altrettanto delicato sarà l’aspetto dell’effettivo controllo sullo svolgimento dell’attività socialmente utile da parte del diretto interessato.

(Marcellinara, anche in Calabria prende piede l'esperimento del baratto amministrativo)

“Faremo verifiche severe” ha precisato l’assessore al Verde Chiara Bisconti al Fatto Quotidiano, rivendicando la scelta politica ambientalista della giunta di Milano come primo passo per un rilancio dell’idea sul piano nazionale, proposta in passato comparsa nei programmi elettorali di alcune forze politiche e tuttavia mai sposata a pieno dai governi centrali, salvo la previsione dell’articolo 24 decreto Sblocca Italia per l’istituzione di singoli progetti applicabili nei Comuni.

Per adesso avranno diritto a pagare le tasse locali nella forma alternativa (senza sborsare nulla, ma con la sola forza lavoro) i cittadini con reddito inferiore ai 21mila euro ai sensi dell’attestazione Isee e una condizione di “morosità incolpevole” fino a 1500 euro accertata dall’amministrazione relativamente a Imu, Tari, rette scolastiche e locazioni di case popolari.

In un futuro non lontano, l’esperimento del baratto amministrativo potrebbe essere esteso, magari anche in altre città italiane, ai servizi tradizionali di welfare come l’assistenza a malati, anziani e disabili.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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