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Diventare un barista di professione a Roma o nel Lazio: un lavoro mai in crisi

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Fare il barista di professione a Roma o nel Lazio può rivelarsi una soluzione in grado di dare ampie prospettive di lavoro, considerato che il settore, almeno in Italia, non è mai stato in crisi. E questo sia per chi abbia intenzione di intraprendere questa carriera professionale in modo tradizionale, e sia per chi si voglia lanciare nel ruolo di barman. Nella seconda ipotesi, le prospettive si allargano notevolmente.

Città universitaria, capitale italiana e meta turistica, Roma ha nella ristorazione, intesa anche come caffè e bar in genere, un porto sicuro a livello occupazionale. Ce ne sono praticamente in ogni angolo della città e di tutti i tipi. Tuttavia, stando alla Federazione Italiana Barman, anche in questo settore una corretta specializzazione, mediante la frequentazione di corsi e stage mirati, può consentire quel salto di qualità in più. Utilizzando il linguaggio tecnico, si passerebbe dal servire semplicemente i caffè ad entrare in tutto e per tutto nel mondo del bartender, con significativi miglioramenti economici.

Il vero barman

Stando agli argomenti che solitamente vengono trattati nei corsi specializzati, un vero professionista del bancone deve saper fare diverse cose, oltre che conoscere certe dinamiche che fino a qualche anno fa non era necessario sapere. Innanzitutto, bisogna possedere nozioni su tutto quanto attiene la fermentazione e la distillazione delle varie bevande, conoscendo nel dettaglio i dosaggi e i missaggi giusti. Se si entra poi nel campo della birra, con tutte le differenze legate agli innumerevoli tipi di malto, o nel vino, con le sue varietà tipologiche, allora la cosa si complica notevolmente. Ma per diventare un buon barman è sufficiente una conoscenza dei superalcolici e, soprattutto, dei cocktail. Quest’ultimo punto, pertanto, è quello fondamentale e comprende una istruzione precisa su tutti i tipi di superalcolici più richiesti, dalla vodka al gin ai whisky, sino ai modi di utilizzo dello shaker, la vera “bacchetta magica” del barman. Gli aperitivi, le decorazioni con frutta e verdura, i cosiddetti “pestati” (realizzati con l’uso di spezie più il ghiaccio) e tutto l’ampio ambito dei caffè concludono la lista dei saperi del buon barista. Se poi su vuole fare il cosiddetto salto di qualità, allora bisogna informarsi per bene anche per tutto quanto attiene la preparazione di una sala o di un banco bar, comprendendo anche gli stuzzichini e le varie pietanze fredde, ormai il tocco distintivo di un bar. Champagne e spumanti, per i palati fini, completano davvero l’opera di formazione.

Per concludere, oltre ai vari corsi presenti in Italia e, soprattutto, all’estero, è possibile diventare un ottimo barman anche solo stando accanto ad un collega con un’esperienza importante, seguendolo passo dopo passo e facendosi strada sul campo. In questo caso, trovare un lavoro come barista di professione a Roma o nel Lazio può significare anche lavorare gomito a gomito con un mestierante di qualità, in grado di fornire tutte le nozioni utili e i trucchi per intraprendere al meglio questo mestiere. La velocità e la spettacolarità poi, sono qualità in più che non guastano di sicuro.

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