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Bonus bebè 2015, gli 80 euro del governo Renzi per i nuovi nati fermi in attesa dei decreti attuativi

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Fermo ai box in attesa dell’emanazione dei decreti attuativi della legge di stabilità e del collaudo definitivo del nuovo modello Isee, il bonus bebè di 80 euro promesso dal governo Renzi per il 2015 e i quattro anni successivi potrebbe trovare applicazione nei prossimi giorni ed arrivare a destinazione nelle tasche dei destinatari.

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A beneficiare della misura di sostegno alle famiglie con bimbi nati tra gennaio di quest’anno e dicembre 2017 sarà una platea di 330mila aventi diritto, ovvero genitori il cui reddito non superi i 25000 € annui.

L’assegno diventerà doppio nel caso in cui si rientri sotto la soglia reddituale dei settemila euro, tetto massimo per usufruire dell’aiuto extra dello Stato a favore dei circa 85mila nuclei familiari con disagio economico.

(Chiariti i contorni della norma sul bonus bebè: assegni dal 2015, tetto di 25mila euro)

Dieci giorni fa era scaduto il termine per la conversione delle norme comprensive del bonus bebè da parte dei ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Economia e della Salute, ma proprio in questi giorni è stato lo staff di Palazzo Chigi a tornare sull’argomento, impegnandosi a mettere in atto la misura degli 80 euro per i nuovi nati dal 2015, attraverso la predisposizione dei modelli idonei alla richiesta e delle specifiche tecniche per garantirne il concreto pagamento.

Nel frattempo, complice il ritardo generalizzato nella messa in funzione dell’Isee “riformato”, migliaia di famiglie hanno atteso invano l’erogazione dei fondi cantierati dal governo, spesso rivolgendosi ai Caaf ed agli uffici territoriali dell’Inps per ottenere delucidazioni su tempi e modi di erogazione dell’assegno mensile agli idonei.

Soltanto qualche mese dopo l’effettiva entrata in funzione del bonus sarà possibile quantificare con precisione il numero dei beneficiari, anche se le cifre destinate dall’esecutivo ammontano a 202 milioni per l’anno in corso, 607 per il 2016, 1 miliardo per il biennio 2017/2018, 607 per il 2019 e infine altri 202 milioni di euro nel 2020.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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