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Buona Scuola, soldi a private e assunzioni precari: il governo Renzi cambia rotta, Pd diviso

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L'ombra della mancata assunzione di una parte dei precari (sui 140mila in graduatoria, resteranno senza cattedra quasi un quinto degli insegnanti) con l'esaurimento delle Gae in vigore dal 2007 rischia di suonare come una falsa partenza per “La Buona Scuola” di Renzi, ma sul piatto della bilancia a sfavore del governo in queste ore pesa anche la questione delle detrazioni alle private.

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Sinistra Pd e sindacati non sembrano intenzionati a lasciar passare sotto silenzio l'inserimento, nel decreto in cantiere per la prossima riunione del Consiglio dei Ministri, di una forma indiretta di finanziamento agli istituti paritari, giudicata da più parti in contraddizione con l'articolo 33 della Costituzione sull'assenza di oneri per lo Stato” nella garanzia del diritto al pluralismo dell'offerta formativa.

Pomo della discordia, i soldi messi da parte dall'esecutivo per assicurare le detrazioni alle famiglie con figli iscritti nelle scuole private, fino a un tetto di 4 mila euro secondo il progetto fortemente voluto dal ministro Stefania Giannini e dalle forze centriste della maggioranza.

Evidente, ancora una volta, la spaccatura all'interno del Partito Democratico, diviso tra sostenitori della “parità” tra istituti pubblici e privati da un lato e sostenitori senza sconti della scuola statale, o meglio del principio di laicità e gratuità dell'istruzione contro ogni forma di sostegno alle strutture paritarie.

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In base alla legge Berlinguer del 2000, la formazione in Italia è ormai considerata un “sistema integrato” e pertanto, sottolineano gli “sponsor” dei finanziamenti alle private, l'assegnazione di fondi prevista dal governo troverebbe piena legittimità nell'ordinamento vigente.

Il fronte più caldo rimane comunque quello dei precari, sul piede di guerra per il parziale dietrofront di Renzi e colleghi sulla stabilizzazione dei docenti inseriti da anni nelle graduatorie, essendo stati rivisti al ribasso dopo un censimento ministeriale i programmi di assorbimento dei prof appesi da tempo alle tanto contestate Gae.

Le assunzioni lasceranno fuori circa 30mila persone, in maggioranza insegnanti privi della richiesta continuità di servizio: per loro, unica ancora di salvataggio potrebbe essere il concorso a 60 mila posti per il triennio 2016-2018, aperto agli iscritti nelle graduatorie provinciali d'istituto per ulteriori 15 mila cattedre da assegnare.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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