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Buoni pasto elettronici, le novità della riforma niente spesa al supermercato

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I buoni pasto elettronici non permetteranno più di fare la spesa al supermercato. La nuova normativa, contenuta nell'ultima Legge di Stabilità approvata, è entrata in vigore mercoledì 1 luglio. Le novità sono davvero tante e finiscono per cambiare alcune abitudini di molti dipendenti, che usavano i buoni pasto non per mangiare durante la pausa pranzo ma per fare gli acquisti al supermercato.

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Cosa cambia dunque? Prima di tutto il cambiamento riguarda il 'formato' dei buoni pasto che diventano elettronici e a forma di carta di credito con tanto di microchip. Finora questa modalità occupava solo un 15% del mercato, ma l'obiettivo è di portare alla sparizione dei ben noti blocchetti cartacei. La seconda novità è che, grazie all'esenzione di tasse, il valore sale da 5,29 euro a 7 euro. D'altra parte c'è la modifica più 'rivoluzionaria': i buoni pasto elettronici possono essere utilizzati solo durante le giornate lavorative e non possono essere ceduti a persone terze.

La riforma, in sostanza, tende a rivedere un uso spesso improprio di questo strumento, che rischiava talvolta di trasformarsi in una 'moneta parallela'. Proprio per questo, molti lavoratori non vedono la cosa di buon occhio: in tempi di crisi era molto utile fare la spesa grazie ai blocchetti di buoni pasto dati dall'azienda.

In ogni caso, secondo le stime degli analisti, la riforma dovrebbe mettere in circolazione 500 milioni di euro in più grazie alla detassazione, favorendo il potere d'acquisto. Ma questo è solo nelle intenzioni, o meglio nelle motivazioni del provvedimento. Nei fatti resta da vedere se saranno davvero 'consumati' tutti.

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