Excite

Stop al caporalato: la schiavitù del XXI secolo

Si concentrano all'alba nei luoghi dove avviene la selezione del personale ad opera dei cosiddetti 'caporali'. Sono gli schiavi del XXI secolo. I clandestini illegali che in Italia contribuiscono per il 17% al Pil nazionale, contro la media europea del 4%. In termini numerici, solo nel settore agricolo sarebbero ben 400 mila i lavoratori ricattati e sfruttati da caporali che sempre più spesso gestiscono la manodopera clandestina per la criminalità organizzata.

Di questi, 60 mila vivono in condizioni di degrado totale, alla stregua degli schiavi americani o della servitù della gleba russa nell'800. Diffuso in passato solo nelle campagne del Mezzogiorno, oggi il fenomeno del caporalato coinvolge l'intera penisola. Attualmente il lavoro nero nel 'Belpaese' si concentra per il 90% al Sud, il 50% nelle regioni del Centro, e il 30% in quelle del Nord.

Lo scorso 7 gennaio, in occasione dell'anniversario delle rivolte di Rorsarno, è partita la campagna nazionale 'Stopcaporalato', finalizzata alla promozione di una proposta di legge che prevede l'inserimento nell'ordinamento giudiziario del reato di caporalato. A dire il vero, reato già previsto ma, tuona il segretario generale Cgil Susanna Camusso, 'è inamissibile che la legge attuale agisca soltanto in caso di flagranza e con una sanzione amministrativa di appena 50 euro per ogni lavoratore ingaggiato.'

Secondo la Coldiretti, sono indispensabili 'trasparenza e legalità' per debellare la piaga dello sfruttamento sul lavoro. A questo proposito, ricordiamo che il clic day per il decreto flussi (sono previste quasi 100 mila istanze per l'assunzione regolare di lavoratori extracomunitari) scatterà alle ore 8:00 del 31 gennaio 2011.

(foto © thepopuli.it)

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017