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Cancellieri, scuse ai giovani ma: "Siate competitivi"

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Non sono passate neanche 24 ore e le scuse di Annamaria Cancellieri arrivano dopo le dichiarazioni sul posto fisso e la vicinanza dei giovani a 'mammà'. "Ho usato una frase infelice, non intendevo mancare di rispetto. Era un'esortazione ad abbandonare modelli di vita che non esistono più: ragazzi, il mondo oggi vi chiede il massimo della competitività", chiarisce il ministro dell'Interno in un'intervista rilasciata a L'Unità.

La Cancellieri dunque voleva solo spingere i giovani ad essere competitivi: "Non occorre essere un economista per capire che la società è cambiata radicalmente. La mia generazione - incalza il ministro - è stata fortunata. Con la globalizzazione la concorrenza è esasperata. So che i ragazzi sentono di non potersi avvicinare al mondo del lavoro, sono arrabbiati. Ma mi fa male vedere che intorno al lavoro c'è molta ideologia".

E ancora il ministro precisa: "Molti ragazzi hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, ma vorrei che avessero chiara la situazione: devono essere molto competitivi. Mio padre lavorava in Libia, io sono cresciuta all'estero. Non abbiamo mai avuto problemi a fare la valigia. Ora ai giovani la vita chiede di più".

Alla collega dell'Interno ieri aveva fatto eco il ministro del Welfare, Elsa Fornero: "Non si può promettere un posto fisso, chi oggi lo promette promette facili illusioni". Fornero aveva poi ribadito che il mercato del lavoro è segnato da una dualità, tra chi è iper garantito e chi non ha tutele. "La riforma del lavoro - ha spiegato - non è una bacchetta magica. Ma dobbiamo trovare degli strumenti per coloro che sono rimasti intrappolati in un mercato del lavoro così disarticolato, come quello di oggi. Non ci sono ricette miracolistiche e noi siamo stati chiamati a fare provvedimenti impopolari".

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