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Categorie protette art. 1 e art. 18: la guida

In Italia esiste una legge che stabilisce che le aziende private e pubbliche devono assumere obbligatoriamente una quota di lavoratori appartenenti alle categorie protette in base al proprio numero di dipendenti. Tali lavoratori possono essere disabili o invalidi (categorie protette art. 1) oppure coniugi vedovi, orfani, profughi (categorie protette art. 18). Ecco allora una summa dei principali punti di questa importante normativa.

La Legge 68/99: Norme per il diritto al lavoro dei disabili

La Legge 68/99 sostituisce la precedente Legge 482/68 in fatto di Norme per il diritto al lavoro dei disabili, trasformando questi ultimi da soggetti passivi - e quindi da considerare in un'ottica assistenzialista - in soggetti attivi, con uno specifico ruolo di partecipazione e produzione alla realtà aziendale e, in senso più ampio, a quella sociale. In particolare, le persone considerate 'categorie protette' fanno parte di due gruppi specifici, individuati rispettivamente dall'art. 1:

  • disabili civili con invalidità superiore al 45%;
  • invalidi del lavoro con invalidità INAIL superiore al 33%;
  • non vedenti con assoluta cecità o ipovedenti con una mancanza visiva tra 9 e 10 decimi da entrambi gli occhi;
  • sordomuti dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio;

e dall'art. 18:

  • orfani e coniugi superstiti di deceduti per cause di lavoro, di guerra o di servizio oppure per l'aggravarsi dell'invalidità riportata per tali cause;
  • coniugi e figli di grandi invalidi per cause di guerra, di servizio e di lavoro;
  • profughi italiani rimpatriati.

Secondo la Legge 68/99, le aziende private e pubbliche devono adempiere l'obbligo di assunzione obbligatoria nei seguenti termini:

  • da 15 a 35 dipendenti - un disabile (art.1);
  • da 36 a 50 dipendenti - due disabili;
  • da 51 a 150 dipendenti - 7% di disabili e un soggetto appartenente alle categorie protette secondo l'art. 18;
  • oltre 150 dipendenti: 7% di disabili e 1% di soggetti appartenenti alle categorie protette secondo l'art. 18.

Da detto obbligo sono esonerate alcune tipologie di aziende che "per le speciali condizioni della loro attività non possono occupare l'intera percentuale dei disabili". La domanda di esonero deve essere presentata dalle aziende stesse, debitamente documentata, e prevede il pagamento di un contributo di 12.91 euro per ogni giorno lavorativo e per ogni persona non assunta. L'obbligo è invece sospeso per le aziende che si trovano in situazioni di difficoltà (ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione con ricorso alla cassa integrazione, fallimento, liquidazione, applicazione di contratti di solidarietà e/o di mobilità). Il mancato rispetto delle assunzioni obbligatorie, infine, comporta l'applicazione di sanzioni che variano per importo a seconda che si tratti di un ritardo sulla scadenza prevista per l'inserimento (31 gennaio) o di una mancanza vera e propria (il tempo di carenza è di 60 giorni dal termine stabilito).

Assunzione di lavoratori appartenenti alle categorie protette

I lavoratori appartenenti alle categorie protette (art. 1 e art.18) possono essere assunti dalle aziende che devono adempiere l'obbligo per chiamata nominativa o chiamata numerica. Nel primo caso l'azienda pubblica un annuncio e cura la selezione della risorsa in maniera autonoma, mentre nel secondo fa richiesta al centro per l'impiego competente, che attinge da specifiche liste in base all'ordine di graduatoria (e alle competenze richieste). Per questa ragione, è opportuno che i lavoratori appartenenti alle categorie protette siano iscritti presso il centro per l'impiego della loro zona di residenza. Un'ulteriore chance di trovare lavoro è inoltre rappresentata, oltre che dai consueti motori di ricerca generalisti, da due siti specializzati nel collocamento di risorse che rientrano tra i soggetti della Legge 68/99: categorieprotetteallavoro.it e categorieprotette.it.

Per maggiori informazioni in merito si invita a consultare il sito parlamento.it nella sezione 'Leggi'.

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