Excite

Come aprire un distributore a metano

Aprire un distributore a metano, può essere un buon investimento, con un discreto margine di guadagno, anche perché il mercato italiano delle automobili a gas metano è quasi raddoppiato, mentre i prezzi della benzina sono in continua ascesa. L'unico svantaggio del metano, è che per fare rifornimento bisogna fare decine di chilometri a causa della scarsa distribuzione sul territorio di stazioni di erogazione. In Italia, infatti, vi sono solo 700 distributori, concentrati in larga parte in Emilia Romagna, Veneto, Marche, Toscana, Lombardia e Piemonte, mentre il Sude e la rete autostradale sono quasi del tutto scoperti.


Per cominciare
  • disporre di un terreno, con caratteristiche ben definite sui cui realizzare il distributore a metano;
  • consultare il piano dei carburanti regionali per controllare se è consentita l'apertura di un impianto con sola erogazione di metano o se è obbligatorio l'erogazione dei multi carburanti;
  • esaminare una mappa della distribuzione sul territorio e individuare la concorrenza, ma anche le grosse stazioni di servizio gestite da grandi compagnie petrolifere che si stanno attrezzando per l'erogazione del metano;
  • scegliere un luogo con un grande passaggio, facilmente raggiungibile, e nelle vicinanza delle condotte del metano. L'eccessiva lontananza dalla rete di distribuzione del gas, infatti, graverebbe pesantemente sul costo dell'impianto di connessione;
  • progettare e realizzare l'impianto affidandosi a ditte specializzate

Costi

Un piccolo impianto, con un ridotto numero di erogatori completo (impianto di pompaggio, opere murarie, pensiline, erogatori, etc.) ha un costo variabile tra i 400 mila ed i 500 mila euro. L'attività, ha un margine di un buon 20% di cui il 50% sono spese (personale, energia elettrica, adempimenti, tasse, etc.).


Pratiche burocratiche

Gli adempimenti burocratici da portare a termine per iniziare l'attività sono complessi e richiedono circa un anno:

  • certificazione comunale di idoneità dell'area per l'ubicazione del distributore;
  • autorizzazione preventiva alla realizzazione dei Vigili del Fuoco; autorizzazione del piano comunale carburanti;
  • concessione edilizia ed ottemperanza ai relativi vincoli (paesaggistici, idrogeologici, etc.);
  • certificato ASL di conformità degli impianti elettrici data la pericolosità dei luoghi;
  • collaudi da parte di enti vari dell'impianto: ASL, Comune, UTIF, Vigili del fuoco (per prevenzione incendi);
  • crtificato di prevenzione incendi dei V.F.

lavoro.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017