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Come aprire una lavanderia a gettone

Da anni fanno parte dell'immaginario collettivo soprattutto grazie ai film e ai telefilm americani e da un po' di tempo a questa parte sono una realtà anche nelle città italiane. Di che cosa stiamo parlando? Delle lavanderie a gettone o self service, un business ancora relativamente 'nuovo', con buone prospettive di guadagno. Se l'idea di aprirne una vostra vi stuzzica, scoprite qui come fare.


Lavanderie a gettone: che cosa sono
La lavanderia a gettone è diversa dalla tintoria perché offre un'attività interamente self service. In questo negozio, infatti, sono disponibili detersivo, ammorbidente e smacchiatore in formato monodose, grandi lavatrici e asciugatrici a gettone, appunto, che l'utente utilizza autonomamente, occupandosi del carico, del lavaggio e dell'eventuale asciugatura. I capi puliti sono prelevati tal quali e portati via ancora da stirare. Quali sono i vantaggi, allora? Intanto i costi: nelle lavanderie a gettone sono ovviamente molto più contenuti rispetto alle tintorie (del resto, il servizio è ben diverso) e, sul lungo periodo, la spesa può risultare inferiore di quella da sostenere per lavare in casa. E poi la comodità di fare un bucato 'a macchina' anche per coloro che - per varie ragioni - non possiedono una lavatrice.


Target e location
I primi due aspetti da considerare per aprire una lavanderia a gettone che funzioni sono la clientela potenziale e il luogo: definita la prima, la scelta della location viene di conseguenza. Chi utilizza i servizi di una lavanderia self service, allora? Un recente studio di settore ha dimostrato che la fascia di utenti più consistente è rappresentata - a sorpresa - dalle casalinghe. Le 'manager della casa', infatti, usano il self service per lavare i capi ingombranti (giacconi, giacche, cappotti, tappeti, piumoni e copriletti) e risparmiare sulla tintoria. Subito dopo si collocano gli studenti, i lavoratori in trasferta e gli immigrati: considerati clienti occasionali, questi utenti utilizzano il servizio quando sprovvisti di lavatrice propria. In ultima posizione, infine, si piazzano i turisti, soprattutto quelli impegnati in viaggi di lunga durata o in vacanza con i bambini. Tenendo in considerazione tutti questi aspetti, la location migliore per aprire una lavanderia a gettone di successo è quella rappresentata da un quartiere o una zona popolare, vicino alla stazione e all'Università e con una buona offerta di strutture ricettive come alberghi, pensioni e residence.


Start up: burocrazia e costi
Per aprire una lavanderia a gettone è innanzitutto necessario individuare un locale adatto all'uso: uno spazio di 40-45 metri quadri di solito è sufficiente, a meno che non si pensi di affiancare al servizio di lavanderia anche altri collaterali, come per esempio una sartoria fast oppure - già tentato da alcuni locali di questo tipo - un bar con tavolini, sedie e zona Wi-Fi. Nel caso dell'offerta base, i documenti richiesti sono:

  • partita IVA;
  • iscrizione alla Camera di Commercio;
  • dichiarazione di inizio attività;
  • autorizzazione dell'ASL;
  • eventuale comunicazione all'Arpa (l'attività della lavanderia rientra infatti tra quelle ritenute 'insalubri).
L'investimento iniziale può andare da 25 mila a 60 mila euro a seconda che si acquistino i macchinari o li si prenda in comodato d'uso con la soluzione del franchising.


Lavanderie di proprietà e formule franchising
Sebbene esistano lavanderie a gettone di proprietà, la formula più diffusa per questa tipologia di locali è il franchising. Tale soluzione infatti abbatte notevolmente i costi vivi iniziali e permette di appoggiarsi a una rete commerciale preesistente che - di solito - offre consulenza amministrativa e assistenza tecnica. Alcune società che propongono questo servizio sono Italsec, Wash and Dry, Lava e Asciuga, Pasvens e Dry Tech che sui propri siti spiegaano in dettaglio la propria offerta e che possono essere contattate per informazioni attraverso un'apposita pagina dedicata all'affiliazione.

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