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Come aprire una partita iva nel 2015: costi di apertura e tasse di gestione

Per aprire la partita Iva è necessario fare riferimento e compliare il modello di inizio attività, ossia il modello AA9/11. Dal 1 aprile 2010, i contribuenti tenuti all’iscrizione nel Registro delle imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea) devono utilizzare la Comunicazione Unica, che permette di compilare il modello AA9/11 e inviare l’intera documentazione telematicamente o su supporto informatico al Registro delle imprese.

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Costi di apertura e gestione

I costi per aprire la partita Iva sono essenzialmente costi di gestione come i costi inerenti l’attività spese sostenute per acquistare i beni strumentali necessari per lo svolgimento dell’attività, l’acquisto del software e dei programmi di grafica, l’affitto per eventuali locali dove collocare l’impresa, spese relative a dipendenti o collaboratori, spese per i consumi di energia elettrica e, infine, costi relativi alla tenuta della contabilità.

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Le tasse da pagare per chi decide di aprire una partita IVA sono, invece, relative al diritto camerale (tributo che tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese devono pagare ogni anno a favore della Camera di Commercio competente territorialmente), ai contributi gestione separata INPS.

Le tasse

Vi sono poi tasse riguardanti l’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche e si basa sul possesso di redditi che rientrano in una categoria specifica come redditi fondiari (terreni e fabbricati) e i redditi di capitale (interessi attivi), redditi di lavoro autonomo, redditi di lavoro dipendente, redditi di impresa e redditi diversi, plusvalenze, attività non abituali. Segue la tassazione dell’Irap (imposta regionale sulle attività produttive a carico delle imprese, è un’imposta proporzionale al fatturato e non applicata all’utile di esercizio) e quella relativa all’IVA, L’Imposta sul Valore Aggiunto.

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Chi apre una partita IVA nel 2015, invece, trae beneficio dalle seguenti semplificazioni: esenzione dall’IVA, esonero registrazione delle fatture emesse/corrispettivi, degli acquisti, della tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, esonero registrazione e tenuta delle scritture contabili, esenzione IRAP, esenzione studi di settore ed. Infine, esenzione ritenuta alla fonte.

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