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Come chiedere l'aspettativa

Lasciare il lavoro per un periodo di tempo medio-lungo senza perdere il posto. Ecco a che cosa serve - in modo molto sintetico - l'aspettiva. Le ragioni possono essere di diverso tipo e la durata della 'pausa' variabile, ma sempre nel rispetto di precisi requisiti da parte del richiedente e di specifici limiti e vincoli stabiliti per legge e dettagliati nei singoli CCNL. Se dunque avete bisogno di 'congelare' temporaneamente il vostro rapporto di lavoro, scoprite qui come chiedere l'aspettativa.

L'aspettativa: che cos'è e come funziona

L'aspettiva è definita come una sospensione del rapporto di lavoro concessa a un dipendente per permettergli di adempiere a un impegno di rilevanza pubblica o di occuparsi di situazioni di natura personale o familiare di particolare onere e/o gravità. La durata massima e le modalità di concessione dell'aspettativa variano in base al CCNL e, nel rispetto delle normativa, per quanto riguarda il settore privato anche della disponibilità del datore di lavoro stesso ad accordarla. La legge comunque garantisce il diritto alla sospensione del rapporto di lavoro in caso di:

  • motivi privati (personali e/o familiari);
  • elezione a membro del Parlamento nazionale, di Assemblee regionali e di altre funzioni pubbliche;
  • cure termali e tossicodipendenza;
  • servizio militare (decaduto in seguito all'abolizione della leva obbligatoria) e funzioni presso seggi elettorali (pressoché inutilizzato).

Per ciò che concerne i motivi privati, essi sono così dettagliati:

  • necessità familiari a seguito della morte di un familiare (coniuge; figli legittimi, naturali, adottivi e discendenti prossimi; genitori e ascendenti prossimi; generi e nuore; suoceri; fratellli e sorelle);
  • necessità per la cura o l'assistenza di un familiare;
  • grave disagio personale (esclusa la malattia);
  • necessità derivante da una patologia acuta e cronica di un familiare che comporta la perdita temporanea o permanente dell'autonomia funzionale.

Detti motivi valgono anche nel caso di componenti della propria famiglia anagrafica, di familiari non conviventi (per i quali vige l'obbligo di prestare alimenti) e di parenti o affini entro il terzo grado portatori di handicap (anche se non conviventi).

Lo stato di aspettativa comporta la perdita del trattamento economico per l'intero periodo di assenza, una decurtazione dei premi e delle ore di ferie e permesso e, da ultimo, una riduzione dell'anzianità. Tale riduzione agisce anche a livello previdenziale, tuttavia il lavoratore può scegliere di riscattare il periodo e versare i contributi volontari. Il dipendente in aspettiva, infine, non può svolgere altro tipo di attività lavorativa regolarmente inquadrata e retribuita.

Chiariti gli aspetti sostanziali e tecnici, ecco allora come chiedere materialmente l'aspettativa.

Come chiedere l'aspettiva: a chi rivolgersi e iter burocratico

Prima di fare domanda all'Ufficio del Personale della propria azienda, è sempre bene rivolgersi per una consulenza su come chiedere l'aspettativa a un'organizzazione sindacale o a uno studio legale specializzato in diritto del lavoro. Come visto sopra, infatti, modalità, tempistiche e requisiti per ottenere una sospensione temporanea del rapporto lavorativo senza perdere il posto dipendono dalla tipologia di CCNL applicato e quindi è necessario valutare accuratamente le singole situazioni.

In linea generale, comunque, l'iter prevede:

  • presentazione all'Ufficio del Personale, da parte del lavoratore, della domanda di aspettativa con precisa indicazione della durata del periodo di congedo e con un preavviso prestabilito e variabile in base a quanto previsto dal CCNL di riferimento;
  • risposta per iscritto, da parte dell'Azienda, entro un lasso di tempo prestabilito e variabile in base a quanto previsto dal CCNL di riferimento. In questo caso il diniego, la proposta di rinvio a un periodo successivo e determinato e/o la concessione parziale del congedo devono essere motivati a norma di legge;
  • eventuale riesame della domanda da parte dell'Ufficio del Personale, su precisa richiesta del lavoratore, entro un lasso di tempo prestabilito e variabile in base a quanto previsto dal CCNL di riferimento;
  • approvazione o reiterazione del diniego, della proposta di rinvio e/o della concessione parziale.

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