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Come diventare community manager

L'onda lunga della crisi stenta a passare, ma lavorare è necessario e per questo bisogna essere capaci di leggere i segnali che manda il mercato per inventarsi e/o ritagliarsi nuovi ruoli professionali. Il web, per esempio, è uno dei pochi settori in costante crescita, nonostante il periodo negativo, e per la sua stessa natura in continua evoluzione è sempre in cerca di nuovi 'esperti' nei più svariati ambiti di competenza. Per il futuro, in particolare, vi sono previsioni molto positive per chi sa utilizzare i social network per creare un'immagine di successo di uno o più brand attraverso campagne pubblicitarie e di comunicazione veicolate proprio su Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest e via dicendo. Ecco allora alcuni suggerimenti su come diventare community manager, il PR dell'era 2.0.

Chi è il community manager: il ruolo e i requisiti

A grandi linee, il community manager può essere definito un PR virtuale, cioè un professionista che cura l'immagine di uno o più brand sui media digitali gestendo l'interazione tra azienda/aziende e utenti finali/consumatori. Un ruolo complesso ed estremamente delicato, per svolgere il quale, come spiega a Sindacatonetworkers.it Page Personnel, multinazionale inglese leader nel settore della ricerca e selezione di personale e con una divisione specializzata in Digital New Media, è necessario avere competenze teoriche trasversali, che spaziano da conoscenze di informatica e programmazione ad altre di economia, marketing e web in senso lato. Un italiano eccellente e un'ottima padronanza di una o più lingue straniere sono poi fondamentali per agire e relazionarsi sui diversi social network, oltre che per surfare nella rete in cerca di novità e mantenersi sempre aggiornati e al passo con le continue evoluzioni del sistema Internet. Last but not least, essere creativi, avere buoni doti relazionali (e magari una propria rete estesa di contatti e una solida web reputation), possedere una forte curiosità, una cultura ampia, molta pazienza e diplomazia, grande resistenza allo stress e predisposizione al problem solving sono requisiti imprescindibili per avere successo in questa professione.

Ma come diventare community manager, in pratica? Esistono dei corsi di studio ad hoc? Sempre secondo Page Personnel le aziende tendono a preferire laureati (triennali e quinquennali) nell'ambito della comunicazione e del marketing, ma la formazione scolastica e accademica è rilevante solo fino a un certo punto. Quello che conta è infatti la capacità di integrare conoscenze diverse - di natura sociale e sociologica, economica, statistica, tecnologica - per gestire al meglio le campagne pubblicitarie, analizzarne il ritorno e interagire in modo corretto con gli utenti, ascoltandoli, capendoli, guidandoli.

Primi passi nel mondo del lavoro

Se le opinioni su come diventare community manager non sono concordi a livello teorico, dal punto di vista della pratica invece trovano un punto d'incontro nell'affermare che per svolgere questa professione è necessario fare un bel po' di gavetta. Di solito si inizia 'in proprio', facendo esperienza con Facebook, Twitter e magari un blog personale. Un passaggio obbligato - del resto, si tratta di un ruolo dove visibilità e relazione contano al 200% - che può portare a contatti utili con agenzie che operano nel settore oppure direttamente con aziende. Secondo uno studio realizzato negli Usa da Socialfresh, il 67% dei community manager a stelle e strisce lavora all'interno del brand di cui cura l'immagine, mentre solo il 33% è un free lance che opera in base a incarichi di agenzia: dati che non sorprendono, in considerazione della necessaria simbiosi che deve crearsi tra il community manager e il marchio di cui è portavoce.

In alternativa, si può anche iniziare con uno stage o un tirocinio sempre all'interno di un'agenzia o di un'azienda, un percorso che non esclude comunque una già avviata attività social a livello personale, ma che permette di entrare nel mondo del lavoro anche a chi ha meno esperienza e magari ha appena terminato gli studi oppure li sta completando. Proprio l'esperienza, infatti, è un altro fattore cruciale di questa professione: sempre secondo Socialfresh, l'età media dei community manager è 25-30 anni, ma quelli più produttivi rientrano invece nella fascia 31-40, a dimostrare che - almeno sul web - la gavetta serve ancora.

Per ciò che concerne i guadagni, infine, Page Personnel stima uno stipendio di 25-30 mila euro lordi l'anno per i meno esperti e di oltre 35 mila per chi invece ha già maturato solide competenze. Cifre tutto sommato interessanti che, però, non raggiungono quelle dei professionisti d'oltreoceano, che secondo Socialfresh si attestano sui 45 mila euro lordi l'anno.

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