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Come diventare fundraiser

C'è una professione - molto diffusa all'estero e soprattutto negli USA - che consiste nel raccogliere fondi per una o più istituzioni senza fini di lucro (le cosiddette organizzazioni no profit) in modo che possano continuare a esistere e a sviluppare i propri porgetti di beneficenza, assistenza e/o culturali. Tale professione è nota con il nome di fundraising e chi la esercita è chiamato fundraiser. Se il ruolo vi interessa, scoprite qui la strada che porta a rivestirlo.


Identikit del fundraiser
La parola fundraiser deriva dal sostantivo inglese 'fund', fondo, e dal verbo 'to raise', che significa tanto accrescere che raccogliere. Il fundraiser, dunque, non è semplicemente una persona che procura dei finanziamenti a una data realtà, ma anche - e soprattutto - un professionista che per mezzo delle proprie capacità e tramite una sua rete di contatti è in grado di mettere in moto un 'circolo virtuoso' che garantisce un flusso continuativo di fondi per il sostegno e lo sviluppo nel tempo di tutte le attività di quella realtà. Realtà che - solitamente - opera nell'ambito del no profit e che può avere come obiettivi l'assistenza, la beneficenza e la cultura.


Requisiti per diventare fundraiser
La passione e la fede in una determinata causa non bastano per diventare un fundaraiser, bisogna infatti avere anche dei precisi requisiti personali e professionali. Intanto sono necessari una profonda conoscenza non solo della rete di potenziali donatori italiani e internazionali, ma anche del settore in cui si opera e della realtà per cui si lavora (o si vuole lavorare), un consolidato network di contatti tanto in ambito privato che pubblico, un'ottima attitudine alle relazioni interpersonali, empatia, savoir faire e una cultura generale di tipo medio- alto. A questo vanno aggiunti requisiti 'tecnici' come la conoscenza di una o più lingue straniere, una buona preparazione in ambito legale-giuridico o economico oppure, ancora meglio, di marketing. Conoscere e sapere applicare le tecniche del cosiddetto 'marketing diretto' è infatti fondamentale per avere successo nel mestiere di fundraiser.


Percorso di studio: università e master
Come detto, la formazione per lavorare come fundraiser è di tipo medio-alto, di conseguenza chi vuole intraprendere questa strada deve mettere in conto di frequentare almeno l'Università. Le facoltà più utili sono quelle in ambito economico e/o di marketing, quelle attinenti alle comunicazioni oppure alle scienze sociali. Tuttavia, in considerazione dell'elevato livello di specializzazione richiesto al profilo, la scelta di proseguire con un master post universitario sembra quasi obbligata. In Italia sono diversi ormai gli Atenei che propongono corsi di laurea e di specializzazione e tra questi si segnala:

  • Università di Trento;
  • Università di Padova;
  • Università Cattolica e Bocconi di Milano;
  • Università di Bologna - Sede di Forlì;
  • Università di Roma Tre;
  • Istituto Universitario Navale di Napoli.
Percorsi accademici classici ai quali si affiancano i corsi proposti da scuole private come per esempio la Scuola Fund Raising di Roma, The Fund Raising School di Forlì e lo IED.


Sbocchi professionali
I fundraiser possono operare in Italia o all'estero per qualsiasi organizzazione no profit (Onp) in qualità di dipendente o libero professionista. Quest'ultima strada è - a oggi - quella più battuta, non solo per una questione di contenimento dei costi da parte delle Onp stesse, ma anche di interesse professionale dei fundraiser. In ogni caso, la frequenza di specifici corsi di studio e/o master permette di crearsi una rete di contatti sufficiente a iniziare la professione e poi eventualmente a svilupparla, anche se - di solito - chi vuole lavorare in questo ruolo coltiva una molteplicità di interessi e conoscenze che lo porta a mettersi alla prova ancora prima di avere terminato i corsi.

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