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Come diventare motivatore

Quella del motivatore è una figura professionale in ascesa. La definizione più esatta è “personal coach” e arriva dal mondo dello sport: il coach è infatti l’allenatore di un singolo atleta o di un’intera squadra, quindi la figura necessaria per raggiungere la vittoria. Da circa venticinque anni, negli Stati Uniti, il processo di coaching è applicato anche alla sfera professionale e personale; da meno tempo, ma costantemente, si sta diffondendo pure in Italia. In pratica, i motivatori vengono “ingaggiati” (soprattutto da parte di manager e dirigenti d'azienda) per raggiungere una nuova consapevolezza delle proprie capacità e superare momenti di crisi. Ma come diventare motivatore?

Certificazioni e scuole private

Mettiamolo subito in chiaro: come molte nuove professioni, nel nostro Paese il motivatore non rappresenta ancora una figura riconosciuta e regolamentata a livello legislativo nazionale. I personal coach sono circa novecento, ma si tratta di una stima approssimativa perché - appunto - non esiste un Albo che li riunisca, nè un percorso di studi definito e un unico titolo. Di contro, operano varie associazioni, organizzazioni e federazioni; fra queste, le più note sono la Fic, Federazione Italiana Coach; l'Aicp, Associazione Italiana Coach Professionisti; l'Icf Italia, chapter italiano dell’International Coach Federation, la più grande associazione professionale al mondo di coach. Presso tali realtà sono accreditate alcune scuole private specifiche che, al termine dei corsi, rilasciano una certificazione. Fra le più attive, l'Academy of Executive Coaching The Change Partnership (Milano), la Scuola Europea di Coaching (Torino), la U2Coach (Roma) e la Life & Corporate Coaching (Roma). Come diventare motivatore? Durante il percorso formativo si acquisiscono gli strumenti per permettere poi ai clienti di sviluppare la propria forza di volontà e le proprie capacità organizzative, andare incontro ai cambiamenti senza alcun timore, imparare a osservare le situazioni (specie quelli più difficili) da prospettive più positive. In poche parole, il personal coach dev’essere abilissimo nel trasmettere sicurezza. Non è uno psicologo, certo, ma deve comunque possedere conoscenze anche nel campo della psicologia. Così come è necessario il possesso di notevoli capacità comunicative e di carisma.

Il potere del passaparola

Abbiamo visto come diventare motivatore. Pare opportuno, a questo punto, sottolineare l'esistenza di diverse e distinte forme di coaching: quello rivolto ai manager e imprenditori, finalizzato a migliorare la gestione del business e del proprio staff; e quello per i "privati" che intendano trovare un più soddisfacente modus vivendi. Il coaching può anche essere collettivo, cioè riguardare un gruppo di persone (generalmente, appunto, i dipendenti di un'azienda). In quest'ultimo caso, l'obiettivo è rafforzare lo spirito collaborativo e facilitare la realizzazione di progetti comuni. Ma come trovare clienti? La strada più diffusa è quella del passaparola: se si lavora bene, poi la voce circola. Qualcuno si mette in proprio, creando una società e pubblicizzandosi soprattutto tramite il web. Una volta entrati nel "giro", i guadagni possono essere ottimi: i motivatori più gettonati riescono a totalizzare anche diverse centinaia di euro al giorno.

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