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Come diventare organizzatore di eventi

Chi si occupa di allestire, promuovere e far letteralmente 'funzionare' manifestazioni come concerti, eventi sportivi, fiere, festival, sfilate e chi più ne ha più ne metta? Chi c'è dietro agli ingranaggi perfetti che riescono a stupire, far riflettere, divertire ed emozionare il pubblico? L'artefice di tutto ciò è l'organizzatore di eventi, un professionista sempre più richiesto nel mondo della comunicazione multimediale.


L'organizzazione di eventi, un settore sempre in movimento
Gli eventi, al giorno d'oggi, sono considerati uno dei più potenti mezzi di comunicazione e marketing. Le aziende, le associazioni, gli enti e i partiti politici li utilizzano per far conoscere e promuovere un'idea, un progetto o un prodotto tanto a un pubblico interno che esterno. Tuttavia, perché un evento abbia successo, deve avere solide basi strategiche, fatto questo che presuppone la presenza di una o più figure in grado di pianificarlo, pubblicizzarlo e gestirlo. Detta figura è l'organizzatore di eventi, un professionista della cosiddetta comunicazione integrata, che dalla scelta della data e della location, al tema, agli ospiti, agli invitati, agli allestimenti, al catering, è in grado di mettere in piedi e far funzionare qualsiasi tipo di manifestazione, sia essa commerciale, relazionale, celebrativa o culturale.


Requisiti personali dell'organizzatore di eventi
Per diventare organizzatore di eventi, alcuni skills personali sono assolutamente imprescindibili. Intanto è necessario avere una grande predisposizione alle relazioni sociali e, magari, anche già una rete di contatti consolidata. Poi bisogna essere persone molto organizzate (lo dice il nome stesso), abituate a lavorare sotto pressione, resilienti e in grado di affrontare con freddezza e risolvere tempestivamente qualsiasi tipo di imprevisto o problema. Infine doti di leadership, così come la capacità di collaborare in modo proficuo con altre persone, sono requisiti di cui un buon organizzatore di eventi non può essere privo.


Studi accademici e corsi professionali
Per quanto riguarda gli studi, non esiste un percorso accademico preciso. Tuttavia, dal momento che l'organizzatore di eventi basa tutta la sua attività su strategie economiche e di marketing, scegliere una facoltà che prepara professionisti in questi due settori rappresenta senza dubbio un buon punto di partenza. La formazione professionale teorica può poi essere completata con corsi di specializzazione ad hoc promossi da enti privati e statali. A tale proposito, il sito emagister.it raduna l'offerta formativa proposta nelle diversi regioni e consultarlo può essere utile per farsi un'idea delle scuole e dei percorsi di studio che è possibile frequentare nella propria città. Oltre a questo, se la conoscenza dell'inglese non è quello che si dice 'fluente', scegliere di migliorarla può rivelarsi una mossa strategica: in un mondo dove la comunicazione è tutto, il rischio di non riuscire a capire e/o a parlare con eventuali interlocutori stranieri non può davvero essere contemplato.


Primi passi e sbocchi professionali
La formazione teorica è senza dubbio importante e - se ben fatta - molto utile. Tuttavia, in questo settore è fondamentale fare pratica. La famosa 'gavetta' dunque è uno step che non si può proprio saltare e che nell'ambito dell'organizzazione di eventi a volte può durare anche per parecchio tempo e, soprattutto, richiedere di cimentarsi con le persone e le situazioni più strane e improbabili. Chi è deciso a intraprendere questa strada, allora, deve proporsi alle agenzie che si occupano di eventi. In queste realtà la competizione è di solito molto forte, i ritmi elevati e lo stress a mille e non è raro assistere a un turn over di stagisti, apprendisti e collaboratori da far girare la testa. Ma se la strada piace e non si ha paura di lavorare senza guardare l'ora, di avere a che fare con capi irascibili, clienti che pretendono l'impossibile e situazioni 'difficili', alla fine i risultati sono gratificanti. Quando le agenzie si accorgono di avere a che fare con un collaboratore valido, preciso, sempre presente, difficilmente se lo lasciano scappare e di solito arrivano anche la tanto agognata assunzione o la proposta di una collaborazione continuativa come libero professionista. Una condizione che permette di farsi le ossa ancora per qualche tempo e poi è preludio - nella maggior parte dei casi - all'avventura del mettersi in proprio.

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