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Come lavorare in Formula 1

  • LaPresse

Lavorare in Formula 1 è un sogno per moltissimi giovani. Ma, a sorpresa, quelli che vogliono diventare pilota sono molti meno di quelli che, invece, desiderano ritagliarsi un posto nell'ambito dello sviluppo tecnologico piuttosto che in quello del marketing. Se anche voi coltivate questa ambizione, ecco alcuni consigli per entrare nel mondo delle corse.


Requisiti per lavorare in Formula 1
Come spiegato in un'intervista al quotidiano Bresciaonline dal mitico Remo Ramanzini - colui che disse di no a Enzo Ferrari - i requisiti fondamentali "per entrare nel mondo dei motori" sono "flessibilità, passione e spirito di sacrificio. Lavorare in Formula 1 significa viaggiare di frequente, sostenere orari di lavoro molto flessibili e adattarsi a ritmi di vita non proprio regolari: questo spiega quanto sia fondamentale in tutto ciò la passione per i proprio lavoro". Uno stile di vita, dunque, ben lontano dal mondo dorato e lussuoso che viene spontaneo immaginare guardando il circo che si muove intorno alla Formula 1 e la cui durezza è confermata anche a Il Sole24Ore dai fondatori di Uniracer, la prima società italiana nata per mettere in contatto i migliori talenti universitari con il mondo delle corse: "devi viaggiare moltissimo, non ci sono orari, non c'è vita privata". Chi vuole intraprendere una professione 'a bordo pista', dunque, deve mettere in conto, oltre alla prevedibile, durissima gavetta, anche una carriera professionale costellata di rinunce e sacrifici a livello strettamente personale.


Le professioni della Formula 1
Ma quali sono i lavori che si possono fare in Formula 1? Intanto il pilota, di sicuro. In questo caso, però, si deve mettere in conto non soltanto una concorrenza spietata, ma anche un patrimonio familiare molto consistente e un'esperienza di pista che deve iniziare fin dalla più tenera età. Appurato che solo pochissimi possiedono tutti questi requisiti, meglio dedicarsi ad altre professioni ugualmente 'ad alta velocità', ma più realistiche. Sempre Remo Ramanzini sostiene che "le prospettive più interessanti di sviluppo (nella Formula 1, ndr) sono legate ai settori della ricerca tecnologica avanzata, dell'aerodinamica e dell'elettronica". Che tradotto significa: ingegneri, tecnici, meccanici, collaudatori e via dicendo. Ma non solo. L'ex pilota di rally e team manager di Scuderia Italia sottolinea anche che "sono molte e diversificate le attività professionali coinvolte. Ci sono lavori tradizionali e lavori meno tradizionali. Basti pensare alle aree che vanno dal marketing alla ricerca e sviluppo, dalla meccanica alla stampa, dalla logistica all'amministrazione, fino alla produzione".


Percorsi di studi
Appurato che la Formula 1 è una vera e propria azienda con settori, divisioni, figure professionali e ruoli ben definiti, la prima cosa da fare per chi vuole lavorarci è capire qual è la propria vocazione. Una volta individuato l'ambito di interesse, bisogna approfondirlo e sostenerlo con un'adeguata formazione teorica, scegliendo per esempio una laurea in Ingegneria, Giurisprudenza, Economia e Commercio, Scienza delle Comunicazioni e via dicendo. In considerazione dell'ambiente internazionale della Formula 1 è poi fondamentale parlare fluentemente l'inglese (almeno) e quindi provvedere a studiarlo in modo adeguato, magari migliorandolo anche con un'esperienza all'estero. Frequentare un Master o un corso specifico inerente al management delle corse come quelli offerti da Uniracer (uniracer.it) rappresenta un plus di indubbio valore.


Come cominciare
Inutile dirlo, chi vuole lavorare nel mondo della Formula 1 deve mettere in conto un bel po' di gavetta, tanto più lunga quanto più operativo è il ruolo scelto. Come spiegano Riccardo Zani e Alessandro Mattei di Uniracer: "si può iniziare con il pulire le gomme, oppure scaricare i camion. Una volta qualcuno ci ha detto 'ma come, dopo tutto quello che ho studiato, ora devo fare questo?'". Una strada lunga, dunque, e anche un bel po' difficile da imboccare: essere selezionati è molto difficile e magari il tanto atteso colloquio altro non è che una prova sul campo, con tutte le difficoltà aggiuntive del caso. Chi è fortemente motivato comunque può consultare le diverse offerte pubblicate sui singoli siti internet delle varie scuderie e rispondere seguendo l'iter indicato.

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