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Come lavorare nelle missioni estere di Emergency

Aiutare concretamente le popolazioni più povere, afflitte da fame e malattie o flagellate dalla guerra, lavorando in prima linea: sono già molte le persone che lo fanno e altrettante vorrebbero farlo, ma spesso non sanno a chi rivolgersi oppure pensano di non possedere i requisiti necessari. Tra le diverse organizzazioni impegnate sui fronti caldi, ecco allora alcuni consigli su come lavorare nelle missioni estere di Emergency, la storica associazione umanitaria italiana.

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In prima linea con Emergency: ecco come

Per prima cosa bisogna dire che, diversamente da quanto si può pensare, per le proprie missioni estere Emergency non ricerca solo personale medico e paramedico, ma anche altre professionalità, come manutentori, tecnici, amministrativi ed esperti di logistica. I paesi dove opera l'associazione hanno infatti bisogno di formazione e sostegno a 360°non solo da un punto di vista sanitario, ma anche per creare strutture assistenziali e abitative e garantire un'organizzazione efficiente e, soprattutto, autonoma.

Emergency infatti "promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani" grazie all'attività dei cosiddetti 'espatriati', professionisti di vario genere che "oltre a mettere a disposizione le proprie competenze professionali nel lavoro quotidiano" sono impegnati attivamente "nella formazione e nella supervisione dello staff locale".

Ma come lavorare materialmente nelle missioni estere di Emergency? Innanzitutto bisogna possedere dei requisiti base, comuni a tutte le tipologie di profili ricercati:

  • comprovata esperienza professionale;
  • disponibilità a una permanenza all'estero di almeno 6 mesi;
  • buona conoscenza dell'inglese;
  • flessibilità, resistenza allo stress e capacità di lavorare in team;
  • capacità di adattamento (personali e professionali);
  • senso della disciplina (per garantire la sicurezza propria e dell'intera missione);
  • rispetto della cultura e delle tradizioni locali.

Se si pensa di avere dette competenze e caratteristiche, il passo successivo consiste nell'individuare sul sito emergency.it, alla voce Lavora con noi, il ruolo corrispondente al proprio nell'elenco dei profili ricercati e verificare che ci sia una posizione vacante. Se così è, si può inviare la candidatura compilando un apposito form. Se il cv è ritenuto idoneo, lo staff di Emergency somministra al candidato prima un questionario di approfondimento specifico per profilo professionale e, in caso di esito positivo, lo invita poi per un colloquio di selezione e conversazione in lingua inglese presso la sede di Milano.

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Luoghi di lavoro e aspetti amministrativi e burocratici

Il 'come' lavorare nelle missioni estere di Emergency è di sicuro l'aspetto meno complesso di questo genere di attività. Chi sceglie di diventare un 'espatriato' deve infatti mettere in conto che vivrà un'esperienza senza dubbio molto arricchente, ma anche altrettanto difficile, quando non pericolosa.

I paesi dove opera l'associazione sono Afghanistan, Cambogia, Iraq, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone e Sudan e per lavorare in ciascuno di essi ogni singolo professionista riceve una retribuzione, il pagamento delle spese di viaggio, vitto e alloggio e una copertura assicurativa.

La disponibilità minima richiesta è 6 mesi e per parteciparvi la stessa Emergency consiglia di chiedere un periodo di aspettiva dal posto di lavoro (e quindi di non licenziarsi in tronco, mollando tutto). Si tratta infatti di esperienze molto 'forti' e non sempre è detto che si riesca ad affrontare la realtà con la quale ci si trova a fare i conti.

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