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Come richiedere il congedo matrimoniale: tempi e documentazione necessaria

Il congedo matrimoniale è un diritto di tutti i lavoratori. Nel corso degli anni è stato modificato più volte ma attualmente si è arrivati, tranne rari casi, alla definizione comune di un periodo di quindici giorni successivi alla celebrazione del matrimonio. Tranne rari casi la durata del congedo è standard. Ne possono usufruire tutti i lavoratori dipendenti con contratti a tempo indeterminato o determinato, non i contratti a progetto, gli stage o simili.

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Rapporto lavoratore-datore di lavoro

Dal punto di vista legislativo il lavoratore non ha la necessità di dare un grande preavviso al datore di lavoro, dai quindici ai sei giorni a seconda del CCNL di settore, ma è prassi assodata che le parti si accordino su un periodo che non arrechi danno all'azienda. Quindi è buona norma concordare il periodo del congedo con il proprio datore di lavoro. In ogni caso il congedo matrimoniale non va ad incidere sui giorni di ferie del lavoratore.

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Per presentare la richiesta al datore di lavoro sono necessari pochi documenti facilmente reperibili. In sostanza basta presentare una domanda di congedo in carta intestata presso l'ufficio competente della propria azienda. Alla domanda, come rafforzativi non richiesti dalla legge, è possibile allegare tutti i certificati ed i documenti che attestano il fatto che il matrimonio si celebrerà in una ben determinata data.

Certificato di matrimonio e retribuzione

Successivamente al matrimonio ed al ritorno in azienda è necessario presentare il certificato di matrimonio. C'è un tempo limite di sessanta giorni per la presentazione del certificato. Da chiarire che il periodo relativo al congedo matrimoniale è totalmente retribuito per entrambi i lavoratori e che il periodo del congedo non è assolutamente frazionabile. I quindici giorni di congedo vanno goduti senza soluzione di continuità.

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Nel caso di lavoratori del settore industriale, artigianale o delle cooperative la retribuzione del lavoratore è suddivisa a metà tra il datore di lavoro e l'Inps. In termini pratici per la richiesta e per la determinazione del congedo matrimoniale non cambia nulla.

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