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Come scrivere una biografia per lavoro

In Italia sono ancora pressoché sconosciute e inutilizzate, ma negli USA le biografie professionali sono un vero e proprio must. Perché nella sempre più difficile ricerca di un lavoro, distinguersi dalla massa è fondamentale per avere maggiori e migliori chance di successo. Senza contare che ormai molte aziende a stelle strisce prediligono questo documento al più scontato (e facile da realizzare) curriculum. Se non volete farvi trovare impreparati e, anzi, volete essere dei precursori, scoprite qui come scrivere una biografia per lavoro.

Biografia professionale: che cos'è, come strutturarla e come scriverla

Tanto per cominciare, che cos'è una biografia professionale? A grandi linee, potrebbe essere definita un cv 'romanzato', quindi una via di mezzo tra un curriculum e una lettera di presentazione. Questo tipo di documento, infatti, ha come obiettivo quello di focalizzare l'attenzione dei selezionatori sui punti forti del candidato, mettendo in risalto tanto quelli professionali che quelli personali, i cosiddetti 'soft skills'.

Dunque, la prima cosa che dovete fare per avere buone possibilità di realizzare un bel lavoro è redigere un elenco di punti chiave della vostra vita, sia a livello privato che lavorativo. La job search coach Meg Guiseppi, per esempio, suggerisce di focalizzare:

  • i 3 o 4 momenti che possono essere definiti cruciali per la vostra carriera;
  • le ragioni per cui la vostra vita è (o è stata) da ammirare;
  • le sfide e le difficoltà che hanno rafforzato la vostra persona e migliorato il vostro 'essere dipendente';
  • le lezioni imparate durante il vostro percorso che potrebbero essere d'aiuto ad altri;
  • l'eventuale ruolo di modello e/o mentore tra i colleghi e l'impatto della vostra attività a livello aziendale.

Oltre a questi step fondamentali, gli esperti del settore suggeriscono di aggiungere alcuni aspetti particolarmente interessanti e/o meritevoli della vostra vita privata. Se siete sportivi (appassionati o professionisti), se coltivate da sempre un hobby nel quale eccellete, se fate volontariato, scrivetelo: l'importante è che inseriate nella vostra biografia questi requisiti in modo armonico (quindi senza esagerare con lo spazio a essi dedicato), dimostrando così di essere pesone equilibrate e con una vita felice e soddisfacente oltre il lavoro.

Una volta chiarito il 'cosa', il passo seguente è capire il 'come' scrivere una biografia per lavoro. In linea di massima le regole da osservare sono all'incirca le stesse di quando si scrive una relazione. Intanto - a meno che non sia richiesto esplicitamente o il contesto lo consenta - è bene usare un tono formale e utilizzare la terza persona singolare e non la prima. Poi bisogna formulare concetti chiari ed esprimerli in modo conciso, suddividendo l'intero testo in più paragrafi tematici: una struttura snella, con le giuste spaziature, invoglia alla lettura molto più di una pagina scritta fitto fitto.

Last but not least, l'introduzione è fondamentale per catturare l'attenzione ed essere sicuri che chi legge la vostra biografia vada avanti e arrivi fino in fondo: due buone idee suggerite da Meg Guiseppi sono di attaccare con una 'raccomandazione' scritta da un vostro superiore oppure con una citazione di un esperto del vostro settore o comunque pertinente con il contesto.

Come e quando usare la biografia professionale

Se avete capito come scrivere una biografia per lavoro e l'avete realizzata, l'ultima cosa che dovete fare è imparare a usarla. Sì, perchè non è scontato come si può credere. Intanto in Italia non è ancora molto conosciuta, quindi mandarla tout court a un datore di lavoro, senza cv e senza spiegazioni, potrebbe avere più controindicazioni che altro. Meglio allora accompagnarla al solito cv con due righe (ma proprio solo due, per non essere ridondanti) di presentazione. In alternativa, la biografia professionale può essere inserita sul vostro profilo LinkedIn e/o su altri spazi online (in blog e siti, per esempio, può essere utilizzata come vostra presentazione). Da ultimo, ma anche questa è una (buona) abitudine purtroppo ancora poco usata in Italia, potete inviarla dopo un meeting o una conferenza alle persone che avete conosciuto come una specie di 'follow up': pare che in America sia usanza molto apprezzata e che, soprattutto, funzioni assai meglio del classico biglietto da visita.

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