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Come trasformare un hobby in un lavoro

La crisi che ha investito l'economia mondiale ha tra le tante conseguenze quella di aver creato una nuova generazione di imprenditori che per far fronte alla disoccupazione si sono rimboccati le maniche, (re)inventandosi un mestiere o una professione a partire dalle loro passioni e capacità. Se anche voi avete un talento che volete mettere a frutto, ecco alcuni consigli su come trasformare un un hobby in un lavoro.

Da hobby a lavoro: la strada da fare

C'è chi inizia per divertimento e poi scopre di avere per le mani un'attività più redditizia dell'impiego 'ufficiale' e c'è chi invece punta sulle proprie competenze teoriche e capacità pratiche per sopperire a un'occupazione che non c'è. Due presupposti diversi con un unico risultato: far diventare una passione un business. Ma come trasformare un hobby in un lavoro?

Il punto di partenza è sempre lo stesso, da qualunque parte lo si guardi: focalizzare il talento di cui si dispone e predisporre un business plan il più realistico possibile. E' molto importante stabilire con chiarezza gli obiettivi che si vogliono raggiungere, definire il proprio budget e capire quanto tempo si può o si vuole dedicare allo start up dell'attività: chi ha un lavoro, infatti, ha il vantaggio/svantaggio di trovarsi nella condizione di portare avanti contemporaneamente due impegni, con i presupposti e le conseguenze organizzative del caso, mentre chi è disoccupato deve pianificare con attenzione il timing, per non rischiare di 'perdersi'.

Stabilita la tipologia di business, è necessario dare una forma giuridica all'attività che si vuole intraprendere. La più semplice è la Partita IVA, ma se si desidera vagliare strade alternative un incontro con un consulente del lavoro e/o un commercialista può essere d'aiuto. Il passo successivo consiste quindi nello stabilire se si vuole lavorare da casa oppure affittare uno spazio da utilizzare come ufficio, laboratorio o rivendita in base al tipo di business. Nel secondo caso, oltre ai permessi e alla burocrazia, bisogna anche mettere in conto un esborso di denaro abbastanza consistente. Per ovviare a questo problema, considerato che di solito in partenza non si dispone mai di troppo soldi, una soluzione può essere quella di creare una vetrina/negozio online, dove pubblicizzare i propri servizi e/o i propri prodotti. Anche se si opta per un locale reale, comunque, aprire un sito è molto importante per farsi conoscere e aumentare le possibilità di avere successo.

Da ultimo, poiché la pubblicità è alla base della riuscita di ogni attività commerciale, è fondamentale attivare quanti più canali possibile per dare visbilità alla propria impresa. Internet e i social network fanno la parte dei leoni, ma è bene non sottovalutare il potere delle relazioni reali, delle occasioni di incontro come fiere, mostre, workshop e... Del caso! Se per esempio si producono abbigliamento o accessori, indossare le proprie creazioni (e magari all'inizio regalarle a qualche amico) può 'dare una spinta' alla fortuna, mettendo nelle condizioni di essere notati, magari, da un giornalista o da un fotografo di moda oppure proprio da uno stilista.

Finanziamenti e fondi per la start up

Molto spesso, uno degli ostacoli maggiori tra quelli relativi a come trasformare un hobby in un lavoro è rappresentato dalla mancanza di soldi con cui far partire la propria attività. Se non si dispone di un piccolo capitale o se si preferisce lasciarlo intatto per fronteggiare altre eventualità, una soluzione può essere quella di fare ricorso ai cosiddetti finanziamenti a fondo perduto, che vengono erogati a determinate categorie di richiedenti a condizioni particolarmente vantaggiose. Per le donne, infine, esiste una tipologia di prestiti speciali, stanziati proprio per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile.

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