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Come trovare un buon tirocinio

Come recita la definizione 'istituzionale', i tirocini hanno come finalità quella di "realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell'ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro": descrizione che purtroppo spesso nella realtà non corrisponde ai fatti. Ecco allora alcuni suggerimenti su come trovare un buon tirocinio.

Tirocinio: cose da sapere per trasformarlo in un'esperienza proficua

Prima di capire come trovare un buon tirocinio o stage è bene chiarire innanzitutto di che cosa si sta parlando: il tirocinio, infatti, è indicato solitamente come un'opportunità per un giovane - ancora studente o al termine del proprio percorso formativo - di fare esperienza nel mondo del lavoro, di arricchire il proprio cv ed eventualmente anche di guadagnare 'un posto al sole' in vista di una successiva assunzione. Ma non solo: per alcune professioni, come per esempio quella di avvocato o psicologo, il tirocinio è una tappa obbligatoria del percorso di formazione, propedeutico all'abilitazione professionale. Si capisce allora quanto sia importante fare questa esperienza in una realtà qualificata e, soprattutto, realmente interessata alla formazione del tirocinante.

Tenendo conto che il tirocinio è una convenzione tra tre diversi soggetti - tirocinante, ente promotore e azienda ospitante (pubblica o privata) - e che l'ente promotore è quello che si occupa di collocare il giovane, per trovare un buon tirocinio la prima cosa da fare è dunque quella di rivolgersi a enti promotori 'qualificati'. Tra questi, i principali sono:

  • enti pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento, oppure convenzionati con regione o provincia o legalmente accreditati;
  • istituzioni scolastiche statali e non statali abilitati al rilascio di titoli di studio con valore legale;
  • uffici scolastici regionali/provinciali;
  • università e istituti di istruzione universitaria statali e non statali che possono rilasciare titoli accademici;
  • centri per l'impiego (CPI);
  • comunità terapeutiche, cooperative sociali, enti ausiliari;
  • servizi di inserimento lavorativo per disabili pubblici, convenzionati con la regione.

Gli enti promotori solitamente possiedono una banca dati di aziende e imprese 'verificate' e curano tutta la burocrazia relativa all'inserimento del tirocinante, tra cui anche (soprattutto) il progetto individuale di formazione - che è inserito nella convenzione che l'azienda sottoscrive - e la nomina di due tutor, uno proprio e uno nella realtà ospitante, che seguono il giovane e lo aiutano in caso di qualsiasi dubbio e difficoltà.

Per ottimizzare questo processo di placement, la seconda cosa che si consiglia di fare è di prendere informazioni sulle aziende e sulle imprese dove si vorrebbe essere inseriti come tirocinanti. Non c'è bisogno di dire che partire con le idee chiare e presentarsi già con una propria selezioni di realtà ospitanti permette di rendere l'esperienza di formazione particolarmente proficua, in termini di motivazione, interesse e, perché no, di un'eventuale successiva assunzione (che per legge, comunque, non è obbligatoria).

Tirocini all'estero o con enti promotori non istituzionali

Come trovare un buon tirocinio all'estero o senza appoggiarsi a enti promotori istituzionali? Nel primo caso, un'ottima fonte è il Portale Europeo dei Giovani (europa.eu, seguendo il percorso Lavorare/Tirocini), così come la Fondazione CRUI per le Università Italiane (valida anche per percorsi di formazione professionale in Italia). Nel secondo, invece, è bene affidarsi a soggetti che se pur non 'istituzionali' godono di di buon credito, come per esempio i siti LavoroStage (Boscolo Srl) e Sportello Stage, la banca dati Artbox e la testata giornalistica online Repubblica degli Stagisti.

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