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Referendum Fiat, tutti i commenti

Si sprecano i commenti sul risultato del discusso referendum Fiat dal cui esito dipendevano le sorti dello stabilimento Mirafiori di Torino e, più in generale, degli investimenti del gruppo in Italia. Per la vittoria del sì con il 54% dei voti è stata infatti determinante la posizione degli impiegati, che hanno votato in blocco per il nuovo accordo voluto dalla dirigenza Fiat (421 a favore e solo 20 contrari). Tra gli operai, invece, il fronte del no e quello del sì sono arrivati pressoché alla pari.

Non sembra essersene accorto l'ad Marchionne, che ha dichiarato: 'La scelta ha dimostrato il coraggio dei lavoratori di compiere un passo in avanti contro l'immobilismo.' Di parere opposto il segretario della Fiom Landini: 'Un risultato straordinario e inatteso, grazie ai lavoratori che hanno difeso la loro dignità, ora riaprire la trattativa.' La leader di Cgil Susanna Camusso ventila perfino l'ipotesi di ricorrere alla magistratura.

Il commento del segretario della Cisl Bonanni, invece, coincide in sostanza con quello del ministro Sacconi, secondo il quale con la vittoria del sì prende il via in Italia 'una nuova fase nelle relazioni industriali. L'accordo su Mirafiori ovviamente non sarà riaperto.'

Emma Marcegaglia, da parte sua, non perde l'occasione per riportare la pecorella all'ovile: 'L'Italia può continuare ad avere un'industria dell'auto forte e competitiva, Fiat tornerà in Confindustria.' Coglie nel segno Nichi Vendola, che ha dichiarato: 'Per Marchionne è stata la vittoria più amara e per la Fiom la sconfitta più gratificante.'

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