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Confronto tra gli stipendi italiani ed europei: lo stato dell'arte

Nel confronto con gli stipendi europei, le retribuzioni italiane escono decisamente malconce. A dirlo è l'Eurostat, nel rapporto Labour Market Statistics diffuso a fine febbraio 2012. Secondo i dati di questo documento, l'Italia risulta addirittura dietro a Spagna, Grecia e Cipro, ma dopo pochi giorni una nota dell'Istat corregge il tiro, evidenziando che gli stipendi italiani presi in esame risalgono al 2006, mentre quelli degli altri paesi al 2009. Una precisazione che, tuttavia, non modifica sostanzialmente la situazione, come potete leggere qui di seguito.

Stipendi italiani: tra i più bassi d'Europa

Nonostante la rettifica dell'Istat sui valori diffusi dall'Eurostat, in fatto di retribuzioni i lavoratori italiani hanno poco da festeggiare. Se è vero infatti che i salari nazionali sono maggiori (seppure di poco) rispetto a quelli di Spagna, Grecia e Cipro, sono invece nettamente inferiori a quelli di Germania, Regno Unito e Francia, mostrando nel confronto con gli stipendi europei tutta la fragilità di un mercato del lavoro fortemente in crisi.

L'analisi, effettuata per settori, dimostra infatti che per quanto riguarda l'industria, la media degli stipendi italiani si attesta su 22.701 euro, contro i 41.100 euro della Germania: praticamente il doppio. Non diversa la situazione nell'ambito della cosiddetta business economy, che Eurostat analizza senza prendere in considerazione banche e agricoltura, ma solo il privato: anche in questo caso i 41.100 euro della Germania quasi doppiano i 23.406 euro del Belpaese. Nel terziario aggregato, infine, l'Italia si piazza dodicesima su 27 paesi, con una media di 27.134 euro.

Dati poco confortanti, la cui lettura diventa ancora più preoccupante se si considera la crescita progressiva delle retribuzioni negli anni. Secondo quanto riporta il rapporto Eurostat, infatti, mentre l'avanzamento della Germania è pari al 6.2% e quello della Francia al 10%, l'Italia fa segnare un timido 3.3%, surclassato dal 29.4% della Spagna e dal 22% del Portogallo.

L'unica consolazione arriva dal cosiddetto salary gap tra uomini e donne: in questo caso, infatti, il Belpaese fa registrare una cifra di poco superiore al 5%, collocandosi ampiamente al di sotto della media europea, che invece si attesta sul 17%.

Oneri sociali e costo del lavoro

Se il confronto tra stipendi europei e italiani volge decisamente a favore dei primi, secondo il Ministro del Welfare Elsa Fornero molto dipende anche dalla tassazione del lavoro rappresentata dagli oneri sociali, che in Italia grava sulle buste paga dei dipendenti per un valore pari al 27.7% della retribuzione lorda, inferiore solo al 28.3% della Francia. Tra i più alti d'Europa, infine, anche il costo del lavoro orario, che si attesta su una cifra di 25.50 euro.

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