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Congedo parentale: con Jobs Act cambiano tante cose

Con l’approvazione del decreto lavorativo Jobs Act sono state introdotte alcune innovazioni riguardo il congedo parentale. Per godere di questi benefici anche per gli anni successive, però, servono altri decreti legislativi con la relativa copertura finanziaria (104 milioni gli oneri valutati per il 2015). Tra le novità principali figurano le seguenti. Innanzitutto, si prevede il congedo retribuito al 30% fino ai sei anni del bambino, consentendo alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto di fruirne con l'indennità pari al 30% della retribuzione.

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Ulteriori novità

Figura poi il congedo non retribuito fino ai dodici anni del bambino, estendendo - l'arco temporale di fruibilità del congedo parentale non retribuito (la cui durata resta comunque invariata a 6 mesi, che sale a 10, estendibili a 11 mesi nella coppia). Queste novità valgono anche nei casi di adozione e affidamento.

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Ancora, viene introdotta la possibilità di part time fino al 50%. In assenza delle determinazioni contrattuali, ciascun genitore può scegliere la fruizione del congedo parentale su base oraria (anziché giornaliera) all'inizio del congedo parentale. In caso di fruizione oraria è esclusa la cumulabilità con permessi o riposi. La possibilità di utilizzare il congedo parentale ad ore era già stata prevista dalla legge di stabilità del 2013 ma era di fatto rimasta nel cassetto perché la stessa rinviava alla contrattazione collettiva di settore il compito di stabilire le modalità e criteri.

Questioni interenti maternità e telelavoro

I giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto, nel caso in cui il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta, sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto anche qualora la somma dei due periodi superi il limite complessivo di cinque mesi. Questo va incontro soprattutto ai casi di parti molto prematuri.

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Per incentivare il ricorso al telelavoro per cure parentali, si prevede un beneficio normativo per i datori di lavoro privati: ossia escludendo questi lavoratori dal computo di limiti numerici previsti per l'applicazione di previsioni normative legate alla base occupazionale.

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