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Stipendio: negoziarlo prima, per non frustrarsi poi!

Negoziare è parte della natura umana. Discutere sul effettivo valore di una merce, un servizio e una prestazione professionale è essenziale. Molte persone, tuttavia, non si sentono a loro agio al momento di contrattare, ad esempio, uno stipendio. Specialmente in periodi di crisi, quando il lavoro manca, si ha paura di tirare troppo la corda chiedendo un compenso maggiore di quello inizialmente proposto.

È invece indispensabile negoziare. Secondo Gail Geary, autrice del libro 'Your Next Career', molte frustrazioni professionali dipendono dal fatto di aver accettato la proposta iniziale senza batter ciglio, vuoi per timore o incapacità. Secondo l'autrice, il momento della trattativa dovrebbe essere vissuto come uno dei più divertenti e, se la richiesta va in porto, anche uno dei più gratificanti nella ricerca di un lavoro.

Vediamo alcuni consigli generali dell'esperta. Innanzitutto, bisogna capire il valore effettivo di un determinato lavoro. Raccogliere informazioni al riguardo, servendosi in primo luogo della rete, ma anche, se necessario, consultando materiale specialistico. Al momento della contrattazione vera e propria, si dovrà evitare in ogni modo la fretta. Non rivelare subito la proprie aspettative di compenso, ma lasciare che sia la controparte a fare la prima mossa.

Se anche il datore di lavoro (o il selezionatore del personale) vi chiedesse le vostre aspettative di compenso, il consiglio dell'autrice del libro è di mantenersi sul vago: 'Sulla retribuzione sono flessibile e mi aspetto di guadagnare il giusto in base al valore di mercato del ruolo per cui mi candido'. Una volta che la controparte abbia fatto la prima proposta, il candidato deve sempre ritoccare l'offerta, magari dopo essersi preso anche un periodo di 48 ore per valutare la proposta.

(foto © lavoro-annunci.net)

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