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Contratti di lavoro a tempo determinato

Il contratto di lavoro a tempo determinato rappresenta una particolare tipologia di contratto che interessa obbligatoriamente un rapporto di lavoro subordinato, e che ha perso il carattere di 'eccezionalità' che ne aveva portato all'introduzione nell'ordinamento dei contratti di lavoro con la legge 230/1962 (che ha subito le modifiche più significative recentemente con D.Lgs.368/2001 e la legge 133/2008). I contratti di lavoro a tempo determinato disciplinano quindi in particolare il rapporto di lavoro tra un datore di lavoro e i dipendenti che presteranno la propria attività lavorativa per un periodo di tempo prestabilito, con l'indicazione della durata nel contratto stesso.

Caratteristiche del contratto, validità, requisiti

Il legislatore in un primo momento aveva reso la normativa molto più rigida per evitare che i contratti di lavoro a tempo determinato diventassero uno strumento che alcuni datori di lavoro potevano utilizzare per svincolarsi da determinati obblighi legati ai contratti di lavoro a tempo indeterminato. Comunque anche con le novità recentemente introdotte, i contratti a tempo determinato possono essere utilizzati dalle aziende solo se ricorrono specifiche esigenze di tipo organizzativo o produttivo, tecnico,o legate a esigenze di sostituzione (come nel caso di lavoratrici in maternità), e comunque riconducibili allo svolgimento dell'attività ordinaria svolta dall'azienda.

Validità del contratto: Il contratto è valido solo se queste motivazioni vi sono riportate, ed ovviamente deve essere redatto in forma scritta (ad eccezione che preveda una durata inferiore ai 12 giorni lavorativi), e deve riportare oltre alla data di assunzione,anche quella in cui il rapporto di lavoro cesserà, o in alternativa (come nel caso delle sostituzioni) tale data deve essere chiaramente riconducibile all'evento che causerà l'interruzione del rapporto di lavoro (ad esempio il rientro di un lavoratore sostituito, ecc).

Durata e proroga del contratto: Il legislatore non ha imposto una durata minima del contratto a tempo determinato, ma ha stabilito una durata massima che non può superarei 36 mesi (ci sono alcune eccezioni riferibili ad alcuni categorie di lavoratori, o settori economici). Se il contratto originario prevedeva una durata inferiore ai 36 mesi, il datore di lavoro ed il lavoratore possono accordarsi per la sua proroga, ma solo per unavolta e senza eccedere la durata complessiva di 36 mesi.

Proroga temporanea del contratto dopo la scadenza

Dopo la scadenza del contratto il datore di lavoro ed il lavoratore possono decidere di prorogare temporaneamente il rapporto di lavoro, ma per un periodo massimo di 20 giorni per i contratti con scadenza inferiore ai 6 mesi, e di 30 giorni per i contratti con durata superiore. Se non vengono rispettati tali termini il contratto si considera auromaticamente convertito in un contratto a tempo indeterminato. Durante la proroga temporanea al lavoratore spettano delle maggiorazioni per la retribuzione che sono pari al 20% in più fino al decimo giorno successivo a quello della scadenza, e del 40% dall'undicesimo giorno fino al trentesimo.

Licenziamento, dimissioni e l'indennità di disoccupazione

Il licenziamento e le dimissioni, perché siano legittimi e validi richiedono la presenza della giusta causa ai sensi dell'art 2119. In caso di licenziamento, ma anche per naturale risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del contratto, il lavoratore ha lapossibilità di richiedere l'indennità di disoccupazione ordinaria, la cui entità verrà determinata, a seconda della durata del rapporto di lavoro (indennità ordinaria o ridotta), dell'età del lavoratore (un fattore che incide soprattutto sulla durata), e sulla base della retribuzione percepita dallo stesso lavoratore.

I contratti a tempo determinato: una realtà sempre più presente nel mondo del lavoro

La crisi di numerose aziende, e le difficoltà di creare un mercato del lavoro più flessibile, in grado di garantire una maggiore aderenza tra le necessità legate dai cicli produttivi e l'impiego della risorsa umana, hanno fatto crescere rapidamente il numero di contratti di lavoro a tempo determinato, creando tuttavia, dalla parte dei lavoratori, un maggior disagio a causa del senso di precarietà delle proprie condizioni economiche.

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