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Contratti di lavoro: ecco le più comuni tipologie

Il mondo del lavoro è profondamente cambiato all’indomani dell’introduzione di nuove forme contrattuali, principalmente dovute alla “rivoluzione” della legge Biagi.
Oltre alla vecchia tipologia contrattuale, quella a tempo indeterminato, esistono oggi molte nuove tipologie di rapporti di lavoro.

Il contratto di lavoro a progetto, quello più comune tra i contratti cosiddetti “precari” è riconducibile a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso. Le caratteristiche di questo tipo di contratto sono l’autonomia del collaboratore, il coordinamento con il committente e l’irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione. Il lavoratore può svolgere la propria attività per più committenti (salvo diversa previsione del contratto individuale).

Il contratto a tempo determinato è una vera e propria assunzione ma valida solo per un periodo definito. Si applica per sostituire lavoratori momentaneamente assenti, ma con diritto alla conservazione del posto; quando l'azienda deve eseguire un'opera o un servizio straordinario od occasionale; per lavori stagionali.

Il nuovo contratto di apprendistato ha lo scopo, a differenza di quanto avveniva in precedenza, di formare i giovani, non per la singola attività lavorativa ma per il mercato del lavoro. Al datore di lavoro che stipula contratti di apprendistato saranno riconosciuti gli attuali benefici contributivi, la cui erogazione è soggetta alla verifica della formazione svolta, secondo le modalità definiti con decreto del Ministero del Lavoro.

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