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Contratti di sostituzione, qualche indicazione

Il sistema contrattuale prevede l’attivazione di contratti di sostituzione nei casi in cui un dipendente richieda un congedo per motivi di maternità o aspettativa volontaria. La sostituzione temporanea viene gestita attraverso l’assunzione di personale qualificato con contratti a tempo determinato, con durate che possono variare a seconda delle diverse situazioni, e che generalmente oscillano tra i 6 e i 12 mesi.

Nel caso di stipula di contratti di sostituzione per aziende con meno di 20 dipendenti, o imprese in cui svolgono attività lavorativa dipendenti autonome, nel caso di assunzione di personale in somministrazione o a tempo determinato per la sostituzione di lavoratori congedo di maternità, paternità o parentale, la legge prevede una riduzione del 50% sulla contribuzione previdenziale prevista a carico del datore.

Il trattamento economico, attestate le competenze e le qualifiche del neo assunto in sostituzione, deve essere pari a quello del lavoratore in congedo. Solitamente i contratti di sostituzione vengono considerati delle occasioni valide per entrare in azienda, e che dopo un efficace periodo lavorativo possano trasformarsi in una reale opportunità di assunzione definitiva. non sempre questa condizione si verifica perchè non è detto che le aziende necessitino di ulteriore personale, e soprattutto con una assunzione non a regime sostituzione verrebbero meno le agevolazioni fiscali per l’azienda. E’ bene valutare con attenzione ogni proposta di assunzione con contratto di sostituzione controllando periodi e condizioni, ed eventuali garanzia o benefit.

(foto © FeatheredTar,flickr.com)

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