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Contratti, la regolamentazione del telelavoro

Il telelavoro è in continua crescita, anche grazie alle nuove tecnologie come la rete e i diversi servizi internet che consentono un' applicazione del telelavoro a moltissimi settori e attività tradizionali. Dal business online, consulenza, telemarketing, e-commerce, attività editoriali e molto altro ancora. Come tutte le categorie, anche per il telelavoro esistono diverse tipologie di contratti che regolano i rapporti tra azienda e lavoratore, nel caso quest' ultimo sia subordinato, parasubordinato o svolga attività autonoma.

Il telelavoro, così definito nell’Art. 1 dell’ Accordo interconfederale, 'costituisce una forma di organizzazione e/o di svolgimento del lavoro che si avvale delle tecnologie dell’informazione nell’ambito di un contratto o di un rapporto di lavoro, in cui l’attività lavorativa, che potrebbe anche essere svolta nei locali dell’impresa, viene regolarmente svolta al di fuori dei locali della stessa'. Nonostante i diversi vantaggi e la maggiore elasticità, in Italia poche aziende adottano queste tipologie di contratti di lavoro.

I contratti di telelavoro godono delle stesse normative e leggi che regolamentano il lavoro in azienda. Per parlare di contratti di telelavoro, però, è necessario che esista una effettiva delocalizzazione dell’attività, oltre all' applicazione di tecnologie informatiche e telematiche atte a favorire la comunicatività e lo svolgimento dei compiti assegnati e la sistematicità del lavoro. Molto spesso, però, rapporti di telelavoro vengono gestiti tramite contratti di collaborazione esterna, in base alla tipologia di mansione, delle scadenze e dell' autonomia del collaboratore.

(foto © mamamusings, flickr.com)

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