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Rinnovo del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi

Qualche giorno fa, è stato firmato il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro riguardante i settori del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi. Si tratta di un accordo separato, siglato dopo 7 mesi di trattative, da Confocommercio, Fisascat CISL e Uiltucs UIL, mentre la Filcams CGIL, si è rifiutata di firmare.

L'accordo, prevede un aumento medio mensile a regime parametrato sul 4° livello di 86 euro, con decorrenza della prima tranche da gennaio 2011; l'introduzione di deroghe al contratto nazionale per gli accordi di secondo livello finalizzati alla produttività, all’organizzazione del lavoro ed al servizio alla clientela; modifiche alla normativa sul pagamento dei primi tre giorni di malattia: per i primi tre giorni e per i primi due eventi il pagamento è al 100%, ma dal terzo evento è del 50% per malattie coperte da certificati medici di durata inferiore ai 12 giorni; modifiche al monte ore dei permessi individuali correlati all’anzianità di servizio; valorizzazione del sistema della bilateralità; disciplina sulle certificazioni e sull’arbitrato, attraverso le clausole compromissorie, previste dalla legge n. 183/2010 (collegato lavoro).

La Filcams CGIL si è rifiutata di sottoscrivere l'accordo, perché, come ha spiegato lo stesso Franco Martini, segretario generale della Filcams CGIL, da questo accordo, alcuni diritti importanti dei lavoratori del settore, che abbiamo tutelato negli anni con il contratto nazionale, escono indeboliti. Per questo motivo, crediamo che sarebbe stato meglio lasciare tutto così com'era, non firmare nessun rinnovo, e ritrovarci tra uno o due anni, in tempi migliori. Inoltre, l'accordo assume i contenuti del collegato lavoro, già bocciato in precedenza dalla CGIL.

Ma ci sono anche altri aspetti di questo accordo, che proprio non vanno giù al sindacato. Secondo Martini, infatti, l'intesa prende di mira il diritto alla malattia, con il peggioramento della normativa sul pagamento dei primi tre giorni, così come la normativa sui permessi individuali per i nuovi assunti, che avranno un regime diverso rispetto agli altri addetti. Una misura che colpisce soprattutto le donne, rendendo anche difficile la conciliazione dei tempi di vita-lavoro. Un altro punto dolente è la contrattazione di secondo livello, che, come dichiara Martini, viene 'blindata' e costretta ad agire con una 'camicia di forza' solo all'interno delle deroghe al contratto nazionale e si va così a colpire un 2° livello di contrattazione che nel nostro settore ha difficoltà a svilupparsi anche per via della stessa struttura del comparto, che conta solo il 15% di aziende che operano nella grande distribuzione. (foto © Freedigitalphotos.com)

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