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Contratto a progetto, cos'è e come funziona

Il contratto a progetto è una delle tipologie contrattuali più diffuse in Italia in quanto è abbastanza flessibile per le aziende nonostante per i lavori siano uno tra i meno vantaggiosi per via della sua libertà.

Disciplinato dal Decreto Legislativo 276/2003, il contratto a progetto in sostanza è un contratto non identificabile come di lavoro subordinato in quanto si basa sulla realizzazione di progetti e dunque al termine di questi si può essere assunti per altri progetti ma non è detto che questo accada.

La durata complessiva di un contratto a progetto è infatti stabilita in base al progetto e ai tempi di previsione per la sua realizzazione e il lavoratore è a tutti gli effetti considerato autonomo.

Nei contratti a progetto è necessario che sia indicato dunque il contenuto del progetto, la durata dello stesso, la retribuzione con tempi e modalità di pagamento più eventuali rimborsi spese, le modalità di coordinamento col datore di lavoro e le misure adottate per la sicurezza nel luogo di lavoro.

Il datore di lavoro può interrompere il rapporto di lavoro per giusta causa o, come stabilito dalla norma legislativa, in qualsiasi momento con un semplice preavviso (art. 76 comma 2 D.Lgs 276/2003) o anche in caso di malattia o infortunio del lavoratore.

Una delle caratteristiche di questo tipo di contratto è il fatto che non presuppone retribuzione nei giorni di ferie o nei giorni di malattia; in quest'ultimo caso, però, se la malattia avrà una durata superiore a 30 giorni o supererà un sesto della durata del contratto il datore di lavoro ha la facoltà di recedere il rapporto di lavoro.

Durante il periodo di gravidanza il contratto a progetto si sospende e viene prorogato di 180 giorni mentre in caso di ricovero ospedaliero e solo e soltanto se il lavoratore versa un contributo addizionale dello 0,5% il lavoratore riceverà una indennità di malattia.

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