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Contratto a progetto nel 2015: contributi differenti per datore di lavoro e lavoratore

Il contratto a progetto è ritenuto la nuova versione del vecchio co.co.co.; esso rappresenta un contratto di collaborazione introdotto dal pacchetto Treu, poi modificato dalla Legge Biagi e, in seguito, revisionato in virtù delle più recenti modificazioni generate dagli interventi del legislatore sul mercato del lavoro.

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In cosa cosiste il contratto a progetto

Il contratto a progetto è un contratto di lavoro atipico che prevede la forma scritta, e la possibilità per il lavoratore di gestire in maniera completamente autonoma, anche dal punto di vista del tempo impiegato, le azioni e le attività lavorative necessarie per giungere al risultato determinato dal progetto.

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Tale tipologia di contratto si contraddistingue dunque per la durata determinata o determinabile in corso d’opera, per esistenza di un progetto o di un programma di lavoro, specifiche modalità di pagamento, coordinamento tra committente e collaboratore, autonomia del collaboratore in funzione del risultato e irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione.

I contributi per chi sottoscrive un contratto a progetto

È scattato dal 1 gennaio 2015 un nuovo aumento delle aliquote contributive per il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata dell’Inps. Questa volta la percentuale d’aumento è pari al 2% per gli iscritti non titolari di partita IVA, mentre per i liberi professionisti l’aumento è stato escluso solo successivamente dal decreto Milleproroghe. Per i datori di lavoro committenti della Gestione Separata, per i collaboratori coordinati e continuatici o con contratto a progetto aumentano quindi i contributi da versare a proprio carico.

La convenienza del contratto a tempo determinato o indeterminato

I datori di lavoro committenti dei contratti a progetto o di collaborazione coordinata e continuativa, ma anche i lavoratori collaboratori stessi, dovranno anch’essi versare una contribuzione del 30,72% di cui un terzo a carico del lavoratore. Le aziende con questo aumento dell’aliquota vedono ridursi la convenienza della stipula di contratti a progetto. I lavoratori con contratto a progetto o di collaborazione coordinata e continuativa si vedranno addebitare in busta paga un terzo dell’aliquota. Quindi, dal 2015 per ogni 1.000 euro lordi in busta paga il lavoratore dovrà versare di tasca propria 102,40 euro. Un aumento importante di quasi 50 euro in più da versare per il lavoratore, aumento che per il datore di lavoro diventa doppio.

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