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Il rinnovo del Contratto del Commercio

Qualche giorno fa, è stato siglato definitivamente l'accordo di rinnovo del CCNL del Commercio. Tuttavia, l'organizzazione sindacale più rappresentativa, la Filcams-Cgil non ha voluto firmare l'accordo con la Confcommercio, ritenendolo un attacco gravissimo ai diritti dei lavoratori.

In cambio di piccoli aumenti in 3 anni, pari a 86 euro lordi, sono previste deroghe e modifiche sostanziali al contratto nazionale. I punti salienti dell'accordo sono:

  • deroghe peggiorative al contratto nazionale per gli accordi di secondo livello (territoriale o aziendali);
  • nei primi 3 giorni di ogni malattia, è previsto il pagamento al 100% solo per le prime due malattie all’anno, mentre per la 3° e la 4° malattia l’azienda paga solo il 50%, e dalla 5° malattia in poi in un anno non saranno più pagati i primi 3 giorni di carenza (sono escluse solo le malattie superiori a 11 giorni e quelle invalidanti); si prevede la totale fuoriuscita dal sistema INPS per le malattie;
  • si introducono le norme del collegato lavoro su certificazione dei contratti e sull'arbitrato
  • il monte ore dei permessi individuali sarà legato all'anzianità di servizio, si aumentano i contratti part time di 8 ore settimanali per i fine settimana; aumento dei periodi di prova; aumento del lavoro domenicale obbligatorio fino al 30% in più delle domeniche autorizzate a livello locale; frammentazione del CCNL in parti speciali e sotto settori (commercio, servizi, auto, telecomunicazioni); tregua sindacale (scioperi) durante le trattative sindacali.

La Cgil non ha firmato questo accordo, dichiarandosi a favore di un referendum consultivo tra i lavoratori del settore, perché 'i lavoratori e le lavoratrici devono poter scegliere e devono votare sul loro contratto'. Il sindacato, infatti, continuerà a indire assemblee in tutti i luoghi di lavoro sottoponendo al voto questo contratto.

(foto © Freedigitalphotos.net)

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