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Il contratto di somministrazione: breve vademecum

Il contratto di somministrazione è nato con il D.Lgs. 276/03 - che ha abrogato gli articoli della Legge 196/97 relativi al lavoro interinale, modificandone la denominazione e alcuni contenuti - e ha ricevuto la sua ultima e per ora definitiva sistemazione con la Legge Finanziaria 2010. Introdotto per garantire flessibilità e per offrire maggiori opportunità di impiego, il contratto di somministrazione in realtà non ha mai incontrato i favori dei lavoratori, che lo vedono piuttosto come un escamotage utilizzato dalle aziende per non assumere, riconoscendo in esso una delle principali (se non la prima) cause di disoccupazione.

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Contratto di somministrazione: caratteristiche e tipologie

Il contratto di somministrazione è un accordo che coinvolge tre soggetti: l'utilizzatore, il somministratore e il somministrato. L'utilizzatore di norma è un'azienda privata, un ente o un soggetto della PA, mentre il somministratore è un'agenzia per il lavoro iscritta allo specifico Albo di categoria e abilitata a norma del D.Lgs. 276/03 oppure - a particolari condizioni - università pubbliche e private, fondazioni universitarie, Comuni e Province, istituti di scuola secondaria di secondo grado pubblici o paritari, associazioni di datori di lavoro e di lavoratori firmatarie di C.C.N.L., enti bilaterali e l'ordine nazionale dei consulenti del lavoro. Il somministrato infine è il lavoratore. Il somministratore è il perno dell'accordo, in quanto stipula un contratto di fornitura di servizi con l'utilizzatore e un altro contratto di lavoro subordinato con il somministrato, 'prestando' di fatto quest'ultimo al soggetto richiedente.

Il contratto di somministrazione può essere utilizzato in qualsiasi settore produttivo, senza alcuna limitazione, salvo alcuni divieti, e può essere tanto a tempo determinato che a tempo indeterminato (staff leasing). Quest'ultima formula tuttavia non può essere applicata dalla PA.

Somministrazione a tempo determinato

Il contratto può:

  • essere stipulato per adempiere a esigenze di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all'ordinaria attività dell'utilizzatore (D.Lgs. 276/03, Art. 20);
  • essere stipulato per le 'esigenze temporanee' indicate dalle clausole dei contratti collettivi con efficacia fino alla loro naturale scadenza (D.Lgs. 276/03, Art. 86);
  • essere prorogato, previo consenso del lavoratore e in forma scritta, nei casi e per la durata prevista dal contratto collettivo di riferimento del somministratore.

Somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing)

Il contratto (anche a tempo parziale, part-time) può essere stipulato per:

  • servizi di consulenza e assistenza nel settore informatico;
  • servizi di pulizia, custodia, portineria;
  • servizi di cura e assistenza alla persona e di sostegno alla famiglia;
  • servizi di trasporto di persone e movimentazione di macchinari e merci;
  • gestione di biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini e servizi di economato;
  • attività di consulenza direzionale, assistenza alla certificazione, programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo e cambiamento, gestione del personale, ricerca e selezione del personale;
  • attività di marketing, analisi di mercato, organizzazione della funzione commerciale;
  • gestione di call-center e avvio di nuove iniziative imprenditoriali (Regolamento CE 1260/1999, Aree Obiettivo 1);
  • costruzioni edilizie all'interno di stabilimenti per installazioni o smontaggio di impianti e macchinari, particolari attività produttive che richiedono fasi successive di lavorazione (in relazione a edilizia e cantieristica navale), impiego di manodopera con diversa specializzazione da quella normalmente impiegata;
  • tutti gli altri casi previsti dai contratti collettivi di lavoro nazionali o territoriali stipulati da associazioni comparativamente più rappresentative dei lavoratori e datori di lavoro;
  • tutte le altre ipotesi stabilite dalla contrattazione collettiva nazionale e territoriale.

Divieti, retribuzione, contributi e indennità

Il contratto di somministrazione a tempo determinato e indeterminato non può essere utilizzato:

  • per sostituire lavoratori in sciopero;
  • presso unità produttive in cui nei sei mesi precedenti siano stati effettuati licenziamenti collettivi di lavoratori con le stesse mansioni (salvo accordo sindacale);
  • presso unità produttive in cui vi sia una sospensione o riduzione di orari di lavoro con intervento dell'integrazione salariale;
  • se non è stata effettuata la valutazione dei rischi (D.Lgs 626/94).

I dipendenti con contratto di somministrazione hanno diritto a ricevere lo stesso trattamento economico e normativo dei loro omologhi assunti direttamente dal soggetto utilizzatore. Della corresponsione dello stipendio e del versamento dei contributi è responsabile il somministratore, tuttavia - qualora quest'ultimo non dovesse adempiere ai suoi obblighi - il somministrato può fare richiesta delle proprie spettanze all'utilizzatore, che è obbligato a pagarle. Analogamente, i dipendenti con contratto di somministrazione hanno diritto all'assegno per il gruppo familiare, all'indennità di maternità, malattia e tbc e all'indennità ordinaria di disoccupazione. Al contrario, non possono accedere né all'indennità di mobilità né ai trattamenti speciali di disoccupazione per l'edilizia.Per maggiori informazioni si rimanda ai siti inps.it e lavoro.gov.it.

Alcune cose (importanti) da sapere

Il contratto di somministrazione a termine si trasforma in contratto di somministrazione a tempo indeterminato se il lavoratore ha maturato un'anzianità di 42 mesi presso la stessa agenzia conteggiata tenendo conto di:

  • durata di tutte le missioni;
  • periodi di infortunio oltre la scadenza del contratto coperto da prestazione Ebitemp;
  • eventuale maternità (anche a contratto scaduto);
  • periodi di formazione;
  • durata di tutti i periodi di interruzione di missioni presso lo stesso utilizzatore pari o inferiori a 40 giorni.

Analoga trasformazione ha luogo anche se il lavoratore presta servizio presso uno stesso utilizzatore per 36 mesi con medesimo contratto o con successive proroghe senza soluzione di continuità. Al contrario, se tra una missione e la successiva trascorrono 12 o più mesi durante i quali il somministrato rifiuta un'eventuale offerta di lavoro congrua per mansione, inquadramento e retribuzione, l'anzianità di servizio decade e il computo riparte da zero. Tale normativa vale per i nuovi contratti a partire dal 1 novembre 2008 e per quelli in essere a partire dal 24 luglio 2008.

Infine, per quanto riguarda periodo di prova e dimissioni, il primo è conteggiato in 1 giorno di lavoro effettivo per 15 di missione e non può comunque essere superiore a 11 giorni (o a 13 nel caso di contratti di durata superiore a 6 mesi). Durante questo periodo entrambe le parti possono recedere dal contratto senza preavviso ed eventuali ferie e/o malattia non sono retribuite. Il secondo, invece, è pari a 1 giorno per ogni 15 di missione residua, a partire dal 16 giorno e per un massimo di 7, 10 e 20 giorni a seconda dell'inquadramento e, in caso di mancato preavviso, l'agenzia può trattenere un'indennità retributiva.

Per un approfondimento si consiglia di visitare il sito cgil.it.

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