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Contratto modello Pomigliano di Fiat, cosa prevede

Il 1° gennaio 2012 segna un momento di svolta nella storia del lavoro in Italia. A partire da questa data, infatti, la Fiat abbandona il CCNL Metalmeccanici ed esce da Confindustria, rendendo fattiva l'applicazione del nuovo contratto di Pomigliano a tutti i propri stabilimenti. Una trasformazione epocale, causa di acceso e mai sopito dibattito tra le associazioni sindacali - in particolare la Fiom-Cgil, (auto)esclusa dall'accordo - le associazioni di categoria, i lavoratori e parte dello governo. Capire la struttura del nuovo contratto modello Pomigliano di Fiat, che cosa prevede e gli effetti della sua applicazione diventa quindi di fondamentale importanza per tutti gli operatori del settore. Ecco allora un focus sulle novità introdotte.

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Il nuovo contratto modello Pomigliano

Che cos'è il nuovo contratto modello Pomigliano di Fiat, che cosa prevede e che cosa comporta per i lavoratori? In pratica è una nuova forma contrattuale che sostituisce il CCNL Metalmeccanici applicato in ambito automotive e da questo principalmente si differenzia perché è un accordo a livello nazionale valido non più per tutti gli operatori del settore, ma esclusivamente per quelli del gruppo Fiat. Di fatto, dunque, è una specie di regolamento interno esclusivo della casa automobilistica torinese, avulso da qualsiasi ingerenza esterna. Raggiunto in seguito a un discusso referendum, tale accordo introduce alcuni cambiamenti sostanziali rispetto al precedente CCNL Metalmeccanici qui di seguito dettagliati:

  • inquadramento professionale - dai 7 livelli preesistenti si passa a 5 che prevedono fasce intermedie, una decisione presa per permettere una maggiore e più facile crescita professionale;
  • retribuzione - la paga base aumenta rispetto a quella prevista dal CCNL Metalmeccanici. Agli 80-85 euro si aggiunge pertanto una maggiorazione variabile da 77 a 107 euro che deriva dall'accorpamento di voci di busta paga preesistenti che comprendono scatti di anzianità (che si azzerano e ripartono da capo), maggiorazioni di turno e straordinario. Nello specifico, l'aumento è per tutti i dipendenti di circa 20-30 euro lordi al mese, con l'eccezione del vecchio 'terzo livello Erp', che con il nuovo contratto diventa 'prima fascia della nuova quarta categoria', per il quale l'aumento è di 70 euro lordi al mese;
  • anzianità di servizio - per i nuovi assunti è azzerata l'anzianità aziendale, mentre per tutti gli altri gli scatti maturati sono 'inglobati' in un superminimo individuale non assorbibile;
  • orario di lavoro - i turni passano da 10 a 18, su 6 giorni alla settimana, sabato compreso. Questo significa che ogni lavoratore è impegnato 6 giorni in una settimana e 4 in quella successiva;
  • straordinario - lo straordinario comandato dall'azienda passa da 40 a 120 ore all'anno (comprensive di 15 sabati lavorativi), ma resta l'obbligo per l'azienda di comunicare l'esigenza al lavoratore almeno 4 giorni prima;
  • pausa - la pause diventano 3 di 10 minuti ciascuna, mentre quella per la mensa si accorcia a 30 minuti rispetto ai 40 precedenti ed è spostata a fine turno;
  • malattia e assenteismo - in caso di assenza per malattia breve (non superiore a 5 giorni), che precede o segue festività, ferie e riposo settimanale, ripetuta per più di due volte nel corso dell'anno, a partire dal terzo episodio l'azienda è sollevata dal corrispondere il trattamento economico al lavoratore per i primi due giorni. Da questa norma sono escluse le assenze (anche brevi) per infortunio, ricovero e/o patologie gravi. In quest'ultimo caso, invece, il trattamento economico aumenta e passa dal 50% all'80%, mentre per gli episodi accertati di assenteismo sono previste diverse sanzioni, tra le quali anche il licenziamento;
  • relazioni industriali - abolite le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) elette dai lavoratori, esistono esclusivamente le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali), costituite - in base a quanto previsto dall'applicazione dell'articolo 19 della legge 300 dello Statuto dei Lavoratori - dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto. Un punto che, di fatto, esclude la Fiom-Cgil che non ha sottoscritto il nuovo accordo modello Pomigliano;
  • clausola di responsabilità - se i sindacati firmatari violano le nuove regole o mettono in atto comportamenti mirati a vanificare i diritti aziendali (come in caso di sciopero contro l’accordo sottoscritto), l'azienda è liberata dagli obblighi assunti e può richiedere una verifica preventiva nell’ambito della Commissione Nazionale Paritetica di Conciliazione per valutare eventuali sanzioni a carico delle organizzazioni sindacali inadempienti in materia di contributi e permessi sindacali. Una posizione che non mette in discussione il diritto di sciopero, riconosciuto e tutelato dalla stessa Costituzione Italiana.
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Riflessioni

L'applicazione del nuovo contratto modello Pomigliano di Fiat, cosa prevede e le conseguenze sono oggetto di accesa discussione tra le parti coinvolte. Se da più fronti l'accusa è quella di privare il lavoratore di quelle forme di libertà e tutela faticosamente raggiunte in anni di contrattazione sindacale, non manca comunque chi sottolinea come il nuovo accordo punti a incrementare la produttività incentivando la competitività e il lavoro del singolo. Il punto nodale resta comunque il superamento dell'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori con l'Articolo 15 del nuovo contratto che, di fatto, mette l'azienda nella condizione di licenziare il dipendente se lo ritiene 'inadempiente' rispetto all'osservanza delle regole dell'accordo da lui sottoscritto: "le Parti convengono che le clausole del presente accordo integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro al cui interno sono da considerarsi correlate ed inscindibili, sicché la violazione da parte del singolo lavoratore di una di esse costituisce infrazione disciplinare di cui agli elenchi, secondo gradualità, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e ai licenziamenti per mancanze e comporta il venir meno dell’efficacia nei suoi confronti delle altre clausole".

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